Sito web e continuità dei contatti

Cambio dominio e rifacimento del sito: come coordinare la scheda Google

Un sito nuovo può cambiare grafica, piattaforma, indirizzi delle pagine o dominio. Sono interventi diversi, che richiedono controlli diversi. Per un’attività locale il passaggio coinvolge anche i collegamenti della scheda Google, le prenotazioni e i contatti che i clienti hanno già salvato. Prima di pubblicare conviene sapere dove finirà ogni pagina importante e chi controllerà il risultato.

Vista dall’alto di un tavolo con progetti di pagine web, appunti e un portatile.
Pianificazione del passaggio a un nuovo sito web.
Indice della guida

Definisci che cosa cambia davvero

Scrivi una breve scheda del progetto: dominio attuale e futuro, piattaforma, pagine conservate, pagine accorpate e data prevista. Se cambia soltanto la grafica, domanda al fornitore se gli indirizzi rimarranno identici. La parola “restyling” non chiarisce questo punto: una nuova piattaforma può riscrivere tutti gli URL senza che il titolare lo noti.

Google consiglia di separare, quando possibile, modifiche importanti come dominio, piattaforma e impaginazione; segnala anche possibili oscillazioni durante il trasferimento. Consulta la documentazione sugli spostamenti di siti. Per esempio, un negozio può prima trasferire il dominio mantenendo pagine e contenuti, poi affrontare il nuovo catalogo.

Prepara una destinazione per le pagine importanti

Fai inventariare gli indirizzi prima di spegnere il vecchio sito. Oltre al menu, considera pagine visitate dalla ricerca, campagne attive, collegamenti di partner, QR stampati e documenti scaricabili. Una vecchia pagina di manutenzione può continuare a ricevere richieste anche se nessuno la trova più dalla home.

  • Indica per ogni URL il contenuto attuale e la destinazione prevista.
  • Associa il vecchio servizio alla pagina che risponde allo stesso bisogno.
  • Segna separatamente contenuti ritirati senza un sostituto pertinente.
  • Assegna un responsabile alle pagine di preventivo, contatto e prenotazione.

Esempio: chi apre “assistenza caldaie” dovrebbe ritrovare quel servizio, con recapiti utilizzabili, anche quando la nuova struttura lo colloca sotto “manutenzione”.

Verifica i reindirizzamenti, pagina per pagina

Per uno spostamento definitivo Google raccomanda, quando possibile, reindirizzamenti permanenti lato server, come 301 o 308. Chiedi al tecnico un risultato verificabile: aprendo un vecchio collegamento si deve arrivare alla destinazione corretta, senza errori o giri inutili. Cambiare i link del menu da solo non accompagna chi possiede già un vecchio indirizzo.

Prova almeno home, servizi principali, contatti e prenotazione. Una regola che spedisce qualsiasi richiesta alla home può sembrare funzionante ma far perdere il contesto al cliente. Google suggerisce di mantenere i redirect generalmente per almeno un anno: programma quindi rinnovo e gestione del vecchio dominio nel budget del progetto.

Collauda il sito prima di cambiare i collegamenti pubblici

Simula tre richieste reali: trovare un servizio, telefonare dalla pagina della sede e inviare una richiesta. Fallo anche da telefono. Controlla a quale casella arrivano i moduli, il messaggio di conferma e gli eventuali collegamenti al calendario. Una pagina esteticamente corretta può inviare ancora al vecchio destinatario o non mostrare un errore di invio.

Fai verificare al tecnico anche blocchi di indicizzazione lasciati dall’ambiente di prova, sitemap e URL canonici. Questi ultimi devono indicare le versioni finali coerenti, secondo le indicazioni Google sugli URL canonici. Conserva una copia del sito precedente e un piano di intervento per eventuali problemi di contatto.

Aggiorna scheda Google e collegamenti esterni

Quando la pagina finale è disponibile, entra nel profilo e modifica il campo sito web seguendo la procedura Google per modificare il profilo. Controlla separatamente eventuali link per appuntamenti o altri servizi. Per un’attività con più sedi, verifica che ciascun profilo conduca alla pagina della sede corrispondente.

Annota anche social, firme email, directory e campagne da aggiornare. Per un semplice cambio di dominio della stessa attività, il lavoro riguarda il collegamento: evita di avviare una nuova scheda come scorciatoia. Se Google non accetta la destinazione, usa la guida sul sito web rifiutato nella scheda per distinguere un problema del link da uno della migrazione.

Segui il passaggio con Search Console

Assicurati di conservare accesso alle proprietà necessarie. Lo strumento Cambio di indirizzo riguarda trasferimenti tra domini o sottodomini: non va usato per un semplice cambio di grafica, di percorso o da HTTP a HTTPS. La scelta dipende dal trasferimento effettivo, non dal nome assegnato al progetto.

Prepara un confronto delle pagine più utili prima e dopo il lancio, annotando la data. Se diminuiscono le richieste, confronta visibilità, visite e funzionamento dei contatti: sono passaggi distinti. La guida a Search Console per attività locali aiuta a leggere i dati senza attribuire ogni variazione al nuovo design.

Consegna il progetto con una lista di controlli

Chiedi una consegna che includa mappa degli URL, accessi, scadenze del dominio e risultati delle prove. Stabilire chi risponde a una segnalazione evita che titolare, grafico e tecnico si rimandino un modulo non funzionante. Conserva inoltre le date delle correzioni per interpretare il periodo successivo.

Se il sito era già assente dalla ricerca prima del rifacimento, serve una diagnosi dedicata: consulta scheda visibile e sito non indicizzato. Il cambio di dominio non risolve automaticamente un problema precedente; può anzi rendere più difficile riconoscerne l’origine senza una situazione iniziale documentata.

Fonti ufficiali e approfondimenti

Funzioni e percorsi disponibili possono variare in base alla situazione dell’attività.

Domande frequenti

Se mantengo il dominio ma cambio tutti gli URL servono redirect?

Sì, per le pagine spostate va previsto un collegamento permanente verso la destinazione pertinente. Il fatto che il dominio resti identico non rende validi i vecchi percorsi.

Devo aggiornare il sito nella scheda prima del lancio?

Aspetta che la destinazione sia pubblica e utilizzabile. Verifica poi il collegamento dalla scheda visualizzata dai clienti, oltre al valore salvato nel pannello.

Posso smettere subito di pagare il vecchio dominio?

Se gestisce i redirect, lasciarlo scadere li interrompe. Pianifica la conservazione con il tecnico e considera anche email, QR e collegamenti che continuano a utilizzarlo.

Un calo dopo il rifacimento dimostra che il nuovo sito è sbagliato?

No. Controlla prima errori, pagine cambiate, contatti e andamento delle ricerche. Le oscillazioni sono possibili, ma un modulo guasto o una pagina importante perduta richiedono intervento immediato.

Assistenza professionale

Stai rifacendo il sito della tua attività?

Possiamo controllare il collegamento tra vecchie pagine, nuovo sito e scheda Google, individuando i passaggi da coordinare prima della pubblicazione. Scopri il servizio di assistenza.

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