Indice della guida
Il punto di partenza è il percorso del cliente. Se una persona apre “Prenotazioni” e trova un modulo dismesso, c’è un problema concreto da correggere. Se invece Google mostra “Contatti” mentre preferiresti “Servizi”, la differenza può essere una scelta di presentazione, non un errore del sito.
Riconosci il gruppo di collegamenti interessato
Salva la ricerca e gli indirizzi dei link sotto il risultato principale. Aprili uno alla volta, perché un’etichetta apparentemente corretta può rimandare a una pagina vecchia. Annota anche la destinazione finale se vieni reindirizzato a un altro URL.
Questa guida riguarda i sitelink dei risultati organici. I collegamenti negli annunci e i pulsanti della scheda dell’attività appartengono a funzioni diverse. Non modificare le impostazioni pubblicitarie per correggere un risultato che non è un annuncio.
Per esempio, il risultato di una scuola di danza potrebbe presentare “Corsi”, “Contatti” e “Open day 2023”. L’ultima voce richiede un controllo dell’evento e dei collegamenti rimasti sul sito; le altre due potrebbero essere scorciatoie perfettamente utili.
Comprendi quali elementi puoi davvero influenzare
La documentazione Google sui sitelink spiega che la selezione è automatica e dipende anche dall’utilità per la ricerca. Google analizza la struttura dei collegamenti; non tutti i siti o tutte le ricerche producono questo formato.
Puoi migliorare l’organizzazione delle pagine, rendere informativi titoli e intestazioni e usare testi dei link pertinenti. Non puoi prenotare sei posizioni, imporre un ordine o assegnare una pagina a ogni voce tramite un comando in Search Console.
Definisci quindi un risultato operativo verificabile: eliminare un percorso che confonde il cliente, rendere raggiungibile il servizio principale, distinguere due sedi. “Voglio esattamente questi quattro sitelink” non è una condizione che il gestore del sito possa assicurare.
Costruisci una mappa delle pagine realmente utili
Elenca le destinazioni che aiutano un cliente a scegliere o contattarti: servizi, sedi, modalità di prenotazione e recapiti. Per ciascuna scrivi una funzione precisa. Se due pagine rispondono alla stessa domanda con testi quasi identici, valuta quale debba restare il riferimento principale.
Riprendendo la scuola di danza, “Corsi per adulti” e “Corsi per bambini” possono avere destinatari e informazioni differenti. Due pagine chiamate entrambe “I nostri corsi”, una aggiornata e una abbandonata, rendono invece meno chiara la struttura.
Prova il menu da telefono con una persona che non conosce il sito. Chiedile di trovare orari e iscrizioni e osserva dove si ferma. Questo piccolo controllo pratico aiuta a individuare etichette ambigue prima di occuparsi della presentazione su Google.
Correggi menu e collegamenti verso le pagine importanti
Le indicazioni Google sui link raccomandano collegamenti scansionabili e testi descrittivi. Nel sito, una destinazione importante dovrebbe essere raggiungibile da pagine pertinenti: non lasciarla accessibile soltanto digitando il suo indirizzo.
Controlla menu, footer e collegamenti nel corpo dei contenuti. Una pagina “Iscrizioni” non dovrebbe continuare a inviare al modulo dell’anno precedente. Preferisci un testo come “Orari dei corsi” quando descrive la destinazione, evitando una sequenza di link indistinguibili chiamati “Scopri”.
Non aggiungere ogni pagina a tutte le altre. Per la scuola dell’esempio, ha senso collegare una pagina di corso a calendario, insegnante e richiesta informazioni. Un elenco ripetuto di tutte le sedi e di tutti i servizi può rendere la lettura più difficile senza chiarire il percorso.
Allinea titoli, intestazioni e contenuti visibili
Se un collegamento presenta un nome vecchio, apri la pagina e confronta titolo, intestazione e riferimenti nei link interni. Il problema può essere un’etichetta dimenticata, mentre il servizio è già stato aggiornato altrove.
Scrivi titoli che distinguano le pagine e descrivano il contenuto attuale. Per esempio, “Contatti e sede di Prato” è più chiaro di “Pagina nuova definitiva” per una pagina di recapiti. Non inserire un servizio nel titolo se la pagina non lo presenta realmente.
Non cambiare un URL soltanto per rinominare una voce. Prima verifica se basta correggere il testo e i collegamenti. La guida a titolo e descrizione del sito su Google approfondisce la scelta dei testi nei risultati, che può non riprodurre esattamente quelli impostati nell’editor.
Decidi cosa fare delle pagine vecchie
Se la pagina è ancora utile, aggiornala. Un evento concluso può restare come archivio chiaramente datato, con il collegamento alle iniziative attuali. Se il contenuto è stato spostato definitivamente, valuta un reindirizzamento permanente verso la sua vera sostituzione, seguendo le indicazioni Google sui reindirizzamenti.
Se il contenuto è cessato senza un sostituto pertinente, fai gestire correttamente la rimozione e aggiorna i link che lo indicavano. Non inviare automaticamente tutti i vecchi indirizzi alla homepage: per chi cercava un servizio preciso sarebbe una destinazione poco chiara.
Google indica rimozione o noindex tra le possibilità per escludere la pagina dai sitelink. Sono interventi che riguardano la sua presenza nella Ricerca, non solo quella voce. Non usarli su una pagina commerciale valida per ottenere un cambiamento grafico: valuta prima utilità, visite e conseguenze con chi gestisce il sito.
Controlla gli aggiornamenti e il percorso del cliente
Dopo la pubblicazione verifica prima il sito: menu funzionante, pagine corrette e reindirizzamenti verso le destinazioni previste. Registra gli URL modificati e controllali in Search Console. Per pochi URL puoi richiedere una nuova scansione; l’elaborazione non è immediata né garantita.
Ripeti poi la ricerca iniziale e altre ricerche di marchio pertinenti. La composizione dei sitelink può variare: valuta soprattutto se eventuali informazioni superate continuano a portare il cliente fuori strada. Conserva schermate e date per confronti attendibili.
Usa la guida a Search Console per le attività locali per osservare pagine e clic. Se una nuova pagina non compare affatto, approfondisci i controlli sull’indicizzazione. Misura anche richieste e prenotazioni: una navigazione comprensibile deve aiutare persone reali a completare un’azione.
Fonti ufficiali e approfondimenti
La presentazione dei risultati e gli strumenti disponibili possono cambiare nel tempo.
Domande frequenti
Posso scegliere quali sitelink mostra Google?
No. Nei risultati organici la selezione è automatica. Puoi rendere più chiari struttura, pagine e link interni, ma non imporre un elenco o un ordine di visualizzazione.
Devo mettere noindex alla pagina che non voglio nei sitelink?
Non automaticamente. Noindex riguarda la presenza della pagina nei risultati di ricerca, non soltanto nei sitelink. Se la pagina è utile ai clienti, valuta prima contenuti, titoli e collegamenti.
Perché il mio sito non ha sitelink?
Google li mostra quando li considera utili alla ricerca. La loro assenza, da sola, non dimostra un problema di indicizzazione e non esiste una procedura che ne assicuri la comparsa.
Aggiornare il menu modifica subito i sitelink?
No. Le modifiche devono essere acquisite ed elaborate e non determinano un risultato preciso. Verifica prima che la navigazione pubblica sia corretta, poi controlla nel tempo la presentazione su Google.
