Google Ads e traffico

Clic sospetti su Google Ads: come controllare il traffico non valido

Un aumento dei clic senza nuovi clienti merita un controllo, ma non identifica da solo una frode.

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Professionista analizza grafici di traffico e registrazioni alla propria postazione
Un picco di clic va confrontato con filtri, costi e qualità delle richieste ricevute.

Un aumento dei clic senza nuovi clienti merita un controllo, ma non identifica da solo una frode.

Per capire se il budget è stato interessato da traffico non valido occorre distinguere ciò che Google ha già filtrato, ciò che compare nei costi e ciò che resta da documentare. Anche le richieste fuori servizio e i problemi del modulo possono produrre segnali apparentemente simili.

Indice della guida

Definisci che cosa rende sospetti i clic

La definizione Google di clic non validi comprende interazioni prive di autentico interesse, come clic automatici ingannevoli, clic effettuati per aumentare i costi e duplicazioni involontarie senza valore. Il sospetto va però collegato a dati osservabili.

Scrivi una frase misurabile: «Una campagna ha ricevuto molti più clic nella stessa fascia oraria, mentre le richieste registrate dal sito sono rimaste stabili». Aggiungi l’intervallo di confronto, la rete e l’eventuale cambiamento di budget. La frase «qualcuno mi consuma il credito» non consente di localizzare l’anomalia.

Definisci anche che cosa stai contando: clic sull’annuncio, pagine aperte, moduli ricevuti e clienti acquisiti rappresentano passaggi diversi. Per esempio, una richiesta relativa a un servizio non offerto può provenire da una persona reale. È una richiesta commerciale poco utile, ma non diventa automaticamente un clic non valido.

Leggi i clic già filtrati nel report delle campagne

In Campagne apri il selettore delle colonne, cerca Clic non validi e applicalo alla tabella. Imposta un intervallo coerente con l’anomalia e guarda il dettaglio per campagna. La guida sul traffico non valido chiarisce che questa colonna mostra interazioni già rilevate e filtrate: non vengono addebitate.

Esempio ipotetico: nella stessa campagna leggi 160 clic e 28 clic non validi. Non puoi moltiplicare 28 per il costo medio dei clic e dichiarare quello un credito mancante. Il dato sui clic non validi descrive un intervento già effettuato dai sistemi, mentre il costo medio deriva dai dati di costo e clic del report.

Conserva una copia del report con filtri e intervallo visibili. Se confronti esportazioni eseguite in momenti diversi, annota quando le hai prodotte: eventuali aggiustamenti successivi possono cambiare la lettura. Il confronto serve a ricostruire il caso, non a sommare colonne dal significato differente.

Controlla aggiustamenti e crediti senza sottrarli due volte

In Fatturazione, nel riepilogo, esamina gli aggiustamenti per attività non valida. Google descrive correzioni degli addebiti o crediti per attività rilevate successivamente; non presenta questo meccanismo come un rimborso automatico sulla carta.

Per campagne sulla rete di ricerca e Performance Max è disponibile il report sui crediti per attività non valide, accessibile dalla galleria modelli dell’Editor di report. Può associare crediti a campagne e reti e mostrare metriche corrette, compreso il costo al netto dei crediti. Il periodo dell’interazione e quello di applicazione del credito possono differire.

Esempio ipotetico: un costo fatturato di 480 euro riceve un credito di 12 euro e il report rettificato indica 468 euro. Se usi 468 euro per il costo per richiesta, non sottrarre nuovamente i 12 euro. Nel prospetto interno mantieni visibili importo originario, rettifica e importo netto, indicando quale colonna hai usato.

Escludi problemi di targeting e misurazione

Prima di attribuire tutto a clic artificiali, confronta il picco con le modifiche dell’account. Un ampliamento delle ricerche intercettate, un budget maggiore o una diversa distribuzione tra reti richiedono una lettura della campagna. La verifica deve includere il percorso successivo al clic.

SegnaleControllo utile
Più clic, richieste fuori servizioTermini di ricerca, messaggi e pagina di arrivo.
Richieste ricevute, conversioni assentiFunzionamento della misurazione.
Clic regolari, modulo che non inviaProva del modulo e registrazione sul server.
Contatti concentrati fuori zonaLocalità, opzioni geografiche e servizio richiesto.

Per gli approfondimenti usa le guide sulle richieste per servizi non offerti e sulle conversioni mancanti o duplicate. Mantieni separate le diagnosi: correggere un modulo può recuperare richieste senza cambiare l’origine del traffico.

Interpreta gli indirizzi IP nel contesto

Un IP non identifica necessariamente una singola persona. La documentazione Google sugli indirizzi IP spiega che lo stesso indirizzo può essere assegnato a più dispositivi. Inoltre, i log del sito registrano richieste alle pagine e alle risorse: non ogni riga corrisponde a un clic pubblicitario.

Esempio ipotetico: un ufficio condiviso usa un unico collegamento a internet. Due persone confrontano lo stesso fornitore e una torna sul sito. La ripetizione dell’indirizzo nei log non basta per attribuire tutte le visite a un concorrente. Occorre collegare tempi, richieste e identificatori pertinenti all’interazione pubblicitaria.

Se un servizio esterno segnala cento attività sospette, chiedi quali eventi ha contato, in quale intervallo e con quale criterio. Verifica se include accessi diretti, navigazione interna o traffico già filtrato da Google. Tratta quella segnalazione come materiale da verificare; il numero non dimostra da solo cento clic pagati.

Usa le esclusioni IP con un motivo preciso

La guida alle esclusioni IP distingue impostazioni dell’account e della singola campagna. A livello account, in Amministratore e Impostazioni account, le esclusioni possono applicarsi anche a Performance Max. Le opzioni della singola campagna dipendono invece dal tipo di campagna e non sono disponibili per tutti i formati.

Un uso concreto è escludere la rete aziendale quando il personale produce ricerche e clic non utili. Prima di salvare, verifica l’indirizzo corretto e l’estensione dell’esclusione. Le liste impostate a livello account e campagna si combinano: una voce ereditata dall’account non si elimina modificando soltanto la campagna.

Annota motivazione e responsabile dell’intervento. Evita di escludere intere reti sulla base di poche visite, perché potresti coinvolgere potenziali clienti. Se il problema è una zona non servita, controlla prima il targeting geografico con la guida sui contatti Google Ads fuori zona.

Prepara una segnalazione che Google possa verificare

Se restano anomalie che i dati disponibili non spiegano, la pagina Google sulla qualità del traffico per gli inserzionisti raccoglie il percorso e gli elementi utili alla richiesta. Le indagini sul traffico indicate dall’assistenza riguardano gli ultimi 60 giorni.

  • ID cliente dell’account interessato.
  • Intervallo preciso e fuso orario dei dati.
  • Campagne, gruppi e ricerche coinvolte, se disponibili.
  • Descrizione del comportamento osservato e confronto precedente.
  • Report dei clic, costi e filtri già applicati.
  • Log pertinenti con orari, user agent e GCLID, se disponibili.

Chiedi al tecnico di estrarre il materiale relativo al caso, evitando di allegare indiscriminatamente l’intero archivio del sito. Spiega anche quali verifiche hai già eseguito su modulo, targeting e modifiche dell’account. Conserva il riferimento della pratica e confronta l’esito con gli eventuali aggiustamenti effettivi: la richiesta di indagine non equivale al riconoscimento di un credito.

Domande frequenti

I clic non validi che vedo nella colonna mi sono stati addebitati?

La colonna indica clic già filtrati dai sistemi Google. Per le attività individuate successivamente controlla gli aggiustamenti di fatturazione e, quando disponibile, il report sui crediti.

Molti clic senza telefonate dimostrano una frode?

No. Devi controllare pertinenza delle ricerche, pagina, modulo, telefono e misurazione. L’assenza di risultati utili è un motivo per approfondire, ma non identifica da sola la causa.

Posso bloccare gli IP anche nelle campagne Performance Max?

La documentazione Google prevede esclusioni a livello account applicabili anche a Performance Max. La disponibilità delle esclusioni a livello di singola campagna è diversa: verifica il livello a cui stai intervenendo.

Google restituisce automaticamente i soldi sulla carta?

Il trattamento descritto per il traffico non valido usa aggiustamenti o crediti. Non dare per scontato un rimborso sulla carta e verifica le voci effettivamente presenti nella fatturazione.

Fonti ufficiali e approfondimenti

Per verificare requisiti e procedure, consulta la documentazione ufficiale relativa al tuo caso.

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