Indice della guida
Controlla quale conversione ha registrato l’ordine
Apri il riepilogo delle conversioni e identifica nome dell’azione, origine e account che la gestisce. La voce “Acquisto” può riferirsi a un tag Google Ads, a un’importazione offline o a un evento importato da Analytics: non sono intercambiabili.
La documentazione sugli aggiustamenti limita le operazioni alle tipologie supportate, come conversioni da sito tramite Google Ads e determinate importazioni. Le azioni importate da GA4 non rientrano automaticamente nello stesso percorso: verifica la loro gestione specifica prima di caricare il file.
Se trovi due azioni che conteggiano lo stesso acquisto, controlla prima le conversioni mancanti o duplicate tra GA4 e Google Ads. Il reso non deve diventare un tentativo di compensare un errore di tracciamento.
Collega il reso a un ID ordine stabile
Il riferimento deve coincidere con quello inviato insieme alla conversione originale. Per le conversioni online serve l’ID transazione; nelle importazioni è spesso chiamato ID ordine. Per alcune conversioni offline senza ID è possibile usare GCLID e momento della conversione, secondo il metodo supportato.
La guida Google agli ID transazione spiega perché ogni ordine deve avere un valore univoco. Un numero fisso riutilizzato dal sito può far scartare acquisti distinti come duplicati.
Prepara un registro operativo con ID, azione di conversione, valore iniziale, rimborso e valore finale. Confronta almeno alcuni ordini con il gestionale. Non sostituire l’identificativo con email o telefono del cliente: serve una chiave dell’ordine, non un recapito.
Scegli tra ridefinire il valore e ritirare la conversione
Con ridefinizione mantieni l’evento e cambi il suo valore; con ritiro elimini il contributo della conversione dal conteggio e dal valore. Google descrive la differenza nelle informazioni sugli aggiustamenti.
Il ritiro è definitivo per quell’evento: anche portare il valore a zero impedisce ulteriori aggiustamenti ordinari. Non usarlo come prova e non azzerare provvisoriamente un ordine ancora da chiarire.
Un ordine totalmente cancellato e un ordine con un solo articolo restituito richiedono quindi valutazioni diverse. Documenta il motivo della scelta prima dell’importazione, così chi controlla il report può distinguere un annullamento reale da una modifica del valore.
Calcola il valore finale con esempi concreti
Esempio ipotetico: un ordine vale 180 euro e viene restituito un articolo da 60 euro. Se la base economica del tracciamento resta la stessa, il valore finale da comunicare è 120 euro. Inserire 60 indicherebbe un diverso valore residuo; inserire −60 non descriverebbe il totale da conservare.
Se in seguito viene restituito un altro articolo da 20 euro, il nuovo totale è 100 euro. Conserva una cronologia delle rettifiche per evitare che un’esportazione meno recente ripristini 120.
Usa criteri coerenti per sconti, imposte e spedizione: il valore originale e quello corretto devono descrivere la stessa grandezza. Se il negozio cambia criterio nel corso dell’anno, segnala il cambiamento nel report invece di confrontare direttamente importi costruiti in modi diversi.
Prepara il modello e controlla ogni campo
Nel percorso Obiettivi > Conversioni > Caricamenti recupera il modello per gli aggiustamenti. Segui le istruzioni di preparazione e importazione, mantenendo le colonne previste e separando nuove conversioni da rettifiche.
- Riporta l’ID ordine e il nome esatto dell’azione.
- Compila momento dell’aggiustamento e fuso orario.
- Indica il tipo richiesto dal modello: RESTATE o RETRACT.
- Per la ridefinizione, specifica nuovo valore e valuta.
Se il monitoraggio è gestito da un account amministratore, il caricamento deve avvenire dall’account responsabile. Prima di applicarlo, confronta un piccolo gruppo di righe con gli ordini originali e conserva il file inviato.
Controlla tempi, errori ed effetto nei report
Leggi l’esito dell’importazione: un file caricato non dimostra che ogni riga sia stata accettata. Una conversione non trovata può richiedere il controllo di ID, azione, origine, account o disponibilità dell’evento. Verifica anche la finestra temporale ammessa dal metodo: non tutte le rettifiche tardive sono applicabili.
Nel report usa i segmenti descritti da Google per misurare l’impatto degli aggiustamenti. Permettono di confrontare dati originali e modifiche, oltre a esaminare il tempo trascorso prima della rettifica.
Confronta periodi abbastanza maturi da includere i resi abituali. Un mese appena concluso e uno con tutti i rimborsi già elaborati possono mostrare redditività diverse anche con campagne simili.
Organizza una procedura ripetibile per il negozio
Definisci chi conferma i resi, chi prepara il file e chi verifica l’esito. Mantieni per ogni importazione data operativa, ordini coinvolti, risultato e righe da risolvere. Una lista unica evita che due persone inviino correzioni incoerenti.
Se un ritiro è stato fatto per errore, fermati prima di inventare nuovi ID: le possibilità di recupero dipendono dall’origine dell’evento. La procedura Google distingue le importazioni offline dalle conversioni del sito, che non possono essere semplicemente ripristinate dopo il ritiro.
Infine, usa il valore corretto per leggere il rendimento delle campagne insieme a margini e qualità delle vendite. Le rettifiche Google Ads non sostituiscono la gestione del rimborso nel negozio né aggiornano automaticamente ogni altro sistema di analisi.
Fonti ufficiali e approfondimenti
Domande frequenti
Per un reso parziale devo inserire l’importo rimborsato?
Devi indicare il nuovo valore totale da conservare per la conversione. Per esempio, da un ordine di 180 euro con un reso di 60 euro resta un valore di 120 euro, a parità di criteri di calcolo.
Posso annullare il ritiro di una conversione?
Non con una normale rettifica successiva dello stesso evento. Il ritiro è definitivo; eventuali procedure per conversioni importate dipendono dall’origine e dalle impostazioni. Verifica il caso prima di intervenire.
Basta registrare un rimborso in GA4 per correggere Google Ads?
Non considerarlo automatico. Devi identificare l’origine dell’azione di conversione e verificare il percorso supportato. Una conversione importata da Analytics non va trattata come una conversione nativa del tag Google Ads.
Il valore dei report deve coincidere con tutti gli ordini del negozio?
Il gestionale registra gli ordini dell’attività, mentre il report Google Ads attribuisce risultati alla pubblicità secondo le sue impostazioni. Confronta lo stesso insieme di eventi e controlla rettifiche, periodo e criteri di valore.
