Indice della guida
La lingua è parte del servizio: una pagina in inglese può generare un contatto soltanto se il cliente riesce anche a capire come procedere e ricevere una risposta adeguata. Il lavoro va quindi dal primo risultato al primo incontro.
Scegliere le lingue partendo dai clienti reali
Prima di tradurre tutto il sito, raccogli segnali dall’attività: richieste ricevute, domande al banco, prenotazioni e difficoltà ricorrenti. Non usare la nazionalità come equivalente automatico della lingua preferita. Un cliente può vivere in un paese e contattarti in un’altra lingua; annota quella che usa e il tipo di aiuto richiesto.
Per una bottega visitata da turisti, possono contare orari, lavorazioni e possibilità di spedire un acquisto. Per un noleggio, il cliente vorrà capire ritiro, riconsegna e condizioni applicabili. Scegli una prima lingua e poche pagine complete in base a queste esigenze, assegnando anche la responsabilità delle risposte.
- Quali richieste arrivano già in un’altra lingua?
- Quali informazioni mancano prima del contatto?
- Chi può rispondere e seguire il cliente?
- Quali servizi sono effettivamente disponibili?
Usa le risposte per definire il perimetro iniziale: è una scelta editoriale e organizzativa da verificare con l’esperienza dell’attività.
Mantenere un profilo coerente e informazioni attendibili
La presenza di più lingue non giustifica schede duplicate della stessa sede. Le linee guida Google richiedono una rappresentazione fedele dell’attività: conserva il nome reale senza aggiungere traduzioni di servizi o parole promozionali per intercettare ricerche estere.
Gli attributi disponibili dipendono dal profilo e dal contesto dell’attività, come spiega la documentazione sugli attributi. Se trovi una voce relativa alle lingue di assistenza, seleziona solo quelle realmente gestite. Non cambiare categoria per cercare di far comparire una funzione assente.
Concentrati anche sulle informazioni pratiche: insegna riconoscibile, ingresso corretto e recapiti chiari. Non impostare il lavoro dando per scontato di poter modificare ogni traduzione o riepilogo mostrato da Google. Conserva una schermata dell’elemento problematico e individua prima quale contenuto stai osservando, distinguendolo dal testo che gestisci sul sito ufficiale.
Creare pagine complete e comprensibili nella lingua scelta
Per le versioni linguistiche del sito, Google raccomanda URL distinti, una lingua chiara nei contenuti e collegamenti che consentano di scegliere un’altra versione. Sconsiglia i reindirizzamenti automatici basati sulla lingua presunta dell’utente. Queste indicazioni sono nella guida ai siti multilingue.
Per esempio, una pagina dedicata a una visita in bottega dovrebbe spiegare nella stessa lingua durata indicativa se definita dall’attività, modalità di accesso, cosa comprende l’esperienza e come richiederla. Tradurre soltanto il menu di navigazione lascia irrisolte le domande principali. Fai controllare da una persona competente i termini che possono creare equivoci e verifica ogni condizione prima di pubblicarla.
Prepara insieme pagina del servizio, contatti e messaggio successivo all’invio del modulo. Usa parole comprensibili al cliente, spiegando i termini locali che non hanno un equivalente evidente. Mantieni riconoscibili nomi propri, indirizzi e punti di incontro.
Collegare correttamente le versioni del sito
Le annotazioni hreflang possono comunicare a Google quali pagine sono versioni linguistiche dello stesso contenuto. La documentazione sulle pagine localizzate richiede riferimenti coerenti tra le versioni, compresa la pagina stessa, e URL completi. Si possono inserire queste informazioni nell’HTML: non è necessario adottare più metodi contemporaneamente.
Chiedi a chi gestisce il sito di verificare le corrispondenze pagina per pagina. Il servizio in italiano deve richiamare la sua traduzione, non una homepage generica usata per qualunque contenuto. Allo stesso modo, il selettore visibile dovrebbe mantenere il cliente sul medesimo argomento quando cambia lingua.
Un controllo utile consiste nell’aprire una pagina interna, cambiare lingua e tornare alla versione iniziale. Se perdi il servizio o arrivi su un errore, annota quel percorso. I collegamenti tecnici aiutano i motori di ricerca, mentre la navigazione visibile deve permettere alla persona di scegliere e continuare autonomamente.
Provare il percorso dal telefono fino alla risposta
Simula una richiesta completa con chi conosce la lingua scelta. Parti dal collegamento del sito nella scheda, trova il servizio, cambia lingua e raggiungi il contatto. Leggi anche errori del modulo, etichette, conferme e istruzioni successive. Una pagina ben tradotta può perdere efficacia se il pulsante finale apre un percorso che il cliente non comprende.
Per un’attività su appuntamento, chiarisci sul sito come richiedere assistenza nella lingua desiderata e se occorre concordarla. Non promettere una copertura continua quando dipende dalla presenza di una sola persona. Prepara risposte che confermino servizio, giorno, luogo e informazioni da portare, evitando formule ambigue.
- Il numero è riconoscibile anche per chi chiama dall’estero?
- Il punto di incontro è comprensibile a chi non conosce la zona?
- Il cliente sa se ha inviato una richiesta o concluso una prenotazione?
- Chi riceve il contatto riesce a proseguire nella lingua indicata?
Misurare richieste utili e migliorare i contenuti
Aggiungere lingue non garantisce una posizione su Maps: Google descrive pertinenza, distanza e notorietà tra i fattori del posizionamento locale. Per valutare il lavoro, osserva soprattutto se i clienti trovano le informazioni e arrivano a richieste che l’attività può gestire.
Tieni un registro essenziale: lingua del contatto, servizio cercato, domanda iniziale ed esito commerciale. Non raccogliere dati personali superflui. Se hai già strumenti di misurazione sul sito, confronta il comportamento delle pagine linguistiche con questo riscontro operativo, evitando di equiparare un clic a una prenotazione.
Se arrivano molte domande sul luogo di ritrovo, migliora quella spiegazione. Se i contatti chiedono un servizio non disponibile, rivedi il testo che genera l’equivoco. Programma inoltre un controllo delle traduzioni quando cambiano orari, recapiti o condizioni: una versione estera dimenticata può offrire informazioni diverse proprio ai clienti che hanno più difficoltà a verificarle.
Fonti ufficiali e approfondimenti
Le funzioni disponibili dipendono dal profilo e possono cambiare. Verifica i passaggi applicabili nella documentazione ufficiale di Google.
Domande frequenti
Devo creare una scheda Google per ogni lingua?
No. Le versioni linguistiche riguardano i contenuti e il percorso del cliente; non costituiscono nuove sedi. Mantieni la rappresentazione corretta dell’attività e organizza le lingue nel sito e nell’assistenza realmente disponibile.
Basta tradurre la homepage in inglese?
Dipende dal percorso. Se dalla homepage il cliente arriva a servizi, contatti o moduli solo in italiano, restano ostacoli importanti. Controlla quali passaggi servono per la richiesta concreta e completa quelli prima di ampliare il numero di lingue.
Posso indicare che parliamo inglese nel profilo?
Controlla le voci effettivamente disponibili: se trovi l’attributo pertinente, compilalo in modo veritiero. Puoi spiegare sul sito come richiedere assistenza nella lingua offerta, precisando eventuali condizioni organizzative.
Una traduzione automatica è sufficiente per pubblicare?
Usala eventualmente come bozza da revisionare. Verifica termini del servizio, condizioni e passaggi operativi con una persona competente, poi prova il percorso completo. Il criterio pratico è che il cliente comprenda correttamente ciò che può richiedere e come farlo.