Vuoi ricevere le richieste del sito direttamente in Pipedrive? Scegli il collegamento adatto, prepara i campi e verifica chi prenderà in carico ogni contatto prima di pubblicare il modulo.
Un modulo collegato al CRM è utile quando consegna informazioni leggibili a una persona che sa cosa fare dopo. Questa guida distingue i Web Forms di Pipedrive dalle integrazioni con moduli esistenti e propone un collaudo per richieste, duplicati e assegnazioni.
Indice della guida
Scegli tra Web Forms e modulo già esistente
I Web Forms di Pipedrive fanno parte del componente aggiuntivo LeadBooster; la configurazione richiede il permesso di amministrazione delle trattative, indicato nella documentazione come “deals admin”. Controlla il tuo account prima di progettare la pagina.
Il modulo nativo si può incorporare nel sito o condividere tramite link. Se utilizzi già un modulo WordPress con domande condizionali o un percorso in più passaggi, valuta invece un connettore compatibile o un’integrazione dedicata. Chiedi quali dati trasferisce e come segnala un invio fallito. Confronta costo, gestione degli errori e possibilità di modifica, non soltanto la presenza del logo Pipedrive tra le integrazioni.
Decidi quando creare un lead o una trattativa
Una richiesta preliminare può richiedere una valutazione prima di entrare nella pipeline commerciale. Scegli un lead quando devi ancora capire se esiste un progetto concreto; considera una trattativa quando hai già criteri sufficienti per avviare il percorso di vendita. Documenta la scelta perché il team usi sempre la stessa regola.
Pipedrive distingue persone, organizzazioni, lead e trattative: la documentazione delle entità del CRM ne descrive i collegamenti. Nel tuo processo separa il referente dall’azienda e la nuova richiesta da una precedente. Un cliente abituale può aprire un progetto diverso: riutilizzare il contatto non deve cancellare il contesto della nuova esigenza.
Prepara i campi prima di costruire il modulo
Scrivi una piccola mappa: domanda del sito, campo di destinazione, formato previsto e utilità per chi risponde. Parti da nome, recapito, servizio richiesto e descrizione del bisogno. Aggiungi azienda, località o quantità soltanto quando cambiano la valutazione. Per ogni dato chiediti se serve già al primo contatto o può arrivare dopo.
Nei Web Forms puoi utilizzare diversi campi personalizzati e un campo per gli allegati. Verifica nel modulo le opzioni effettivamente disponibili, senza dare per scontato che ogni campo del CRM abbia lo stesso comportamento. Se “servizio richiesto” contiene scelte predefinite, usa etichette comprensibili ai clienti. Un elenco di codici interni produrrebbe richieste poco affidabili anche con una connessione tecnicamente corretta.
Inserisci il modulo nella pagina giusta
Prepara il modulo dall’area Leads e Web Forms, configura i blocchi e le opzioni di invio, quindi recupera il codice dalla funzione di incorporamento. Su WordPress utilizza un blocco o uno strumento che consenta quel tipo di codice; alcuni editor possono filtrarlo. Verifica il risultato sulla pagina pubblica e con un utente non autenticato.
Colloca il modulo vicino alla descrizione del servizio, con una frase che spieghi cosa succede dopo l’invio. Controlla altezza, scorrimento, tastiera del telefono e messaggio di conferma. Per un collegamento sviluppato tramite API, mantieni le credenziali sul server o nel servizio di integrazione: non inserirle nell’HTML o nel JavaScript consegnato ai visitatori.
Assegna un responsabile e il prossimo passo
Una richiesta salvata ma senza responsabile resta facile da dimenticare. Definisci chi controlla gli arrivi e con quale frequenza. Se usi assegnazioni o automazioni, verifica che il piano e lo strumento scelti supportino il comportamento desiderato; altrimenti prevedi una coda comune con un referente incaricato.
Esempio ipotetico: un’azienda di serramenti raccoglie località, tipo di intervento e numero indicativo di aperture. La richiesta entra come lead; il commerciale verifica la zona servita, chiama il cliente e solo dopo apre una trattativa per il sopralluogo. Il modulo non calcola il prezzo finale: misure, posa e accessori devono ancora essere definiti. Il team distingue così “richiesta ricevuta” da “preventivo inviato”.
Gestisci duplicati, spam e invii non riusciti
Stabilisci come riconoscere una richiesta ripetuta. Due invii con la stessa email possono essere un doppio clic oppure due progetti distinti: verifica il messaggio e il contesto prima di unire i dati. Con un connettore, chiedi cosa accade quando il CRM non risponde e se esiste una coda di nuovi tentativi consultabile.
Attiva e prova la protezione antispam disponibile, poi osserva se crea ostacoli ai clienti reali. Mostra un recapito alternativo quando l’invio fallisce. Raccogli i dati necessari e collega l’informativa applicabile al modulo; le eventuali scelte commerciali devono restare riconoscibili nel trasferimento. La configurazione tecnica da sola non definisce come utilizzare quei contatti per comunicazioni successive.
Collauda dal telefono fino alla scheda nel CRM
- Invia una richiesta con dati di prova riconoscibili e aprila in Pipedrive.
- Controlla recapito, servizio, allegato e collegamento alla persona corretta.
- Verifica responsabile, destinazione e attività successiva prevista.
- Ripeti con un recapito già presente e con campi facoltativi vuoti.
- Prova un errore di compilazione e verifica che sia chiaro come correggerlo.
Controlla anche una pagina aperta da smartphone e il messaggio dopo l’invio. Il successo non coincide con la sola email di notifica: chi risponde deve poter trovare i dati nel CRM. Conserva il risultato atteso e quello ottenuto, senza lasciare contatti di prova tra le opportunità reali.
Valuta la qualità delle richieste e il lavoro necessario
Dopo la pubblicazione confronta richieste inviate, contatti effettivamente ricevuti e richieste utili al commerciale. Annota i problemi ricorrenti: allegati mancanti, servizi non offerti, località non servite o dati difficili da interpretare. Una piccola modifica al testo può essere più utile di un nuovo campo obbligatorio.
Se molte richieste restano senza seguito, rivedi la presa in carico prima di aumentare il traffico. Per progettare il processo complessivo puoi leggere la guida su modulo contatti e CRM; per migliorare le domande parti dalle richieste di preventivo incomplete. Mantieni un controllo periodico anche dopo modifiche al sito, al modulo o ai permessi dell’account.
Domande frequenti
Serve LeadBooster per collegare il sito a Pipedrive?
Serve per usare i Web Forms nativi descritti da Pipedrive. Un modulo esterno può avere un collegamento diverso: verifica requisiti, costi e permessi del connettore scelto.
Posso mantenere il modulo che uso già su WordPress?
Sì, se esiste un’integrazione adatta o viene realizzato un collegamento dedicato. Controlla quali campi trasferisce, come gestisce duplicati ed errori e chi ne seguirà la manutenzione.
Il modulo genera automaticamente il preventivo?
No. Raccoglie una richiesta e la trasmette al CRM. Un preventivo automatico richiede regole di prezzo, dati sufficienti e un processo specifico per produrre e verificare l’offerta.
Perché arriva una notifica ma il commerciale non trova il contatto?
Controlla la destinazione scelta, la scheda persona collegata, il responsabile e i permessi di visibilità. Se usi un connettore, verifica anche l’esito del trasferimento nel suo registro.
