Configurazione e pertinenza

Categorie Google Business Profile: principale e secondarie

Le categorie spiegano a Google e ai clienti che tipo di attività gestisci. La principale descrive l’attività centrale; quelle secondarie coprono altri ambiti realmente svolti. Non sono etichette da accumulare: devono completare la frase questa attività è, non questa attività ha.

Artigiano seleziona la categoria principale tra i propri servizi
La categoria primaria descrive l’attività principale; le secondarie completano il profilo.
Indice della guida

La categoria principale è uno dei dati più importanti per interpretare un profilo. Aiuta Google a collegare l’attività a ricerche pertinenti e può determinare quali campi o funzioni vengono mostrati. Una pizzeria, un idraulico e un hotel non ricevono necessariamente lo stesso insieme di opzioni.

Le categorie non sostituiscono l’elenco dei servizi. Una voce deve descrivere il tipo di attività, non ogni prodotto venduto, comfort presente o professionista vicino. Inserire molte categorie solo perché contengono parole cercate dagli utenti riduce la precisione del profilo e può violare le linee guida.

L’elenco disponibile cambia nel tempo e non è possibile inventare una categoria personalizzata. Se la formulazione ideale non esiste, Google invita a scegliere la categoria supportata più simile e specifica.

Che cosa fanno davvero le categorie

Le categorie indicano il tipo di attività e contribuiscono alla pertinenza nei risultati locali. Google porta l’esempio della categoria Pizzeria, che può collegare il profilo anche a ricerche più ampie come ristoranti o ristoranti italiani. Una categoria specifica può quindi comprendere concetti più generali senza doverli aggiungere tutti.

La scelta può inoltre attivare attributi e funzioni adatte al settore, come menu, prenotazioni o dettagli verticali. Non controlla però da sola il ranking: Google considera anche distanza ed evidenza, oltre alla qualità e completezza delle informazioni disponibili.

Scegliere la categoria principale

La categoria principale deve completare la frase questa attività è. Scegli la voce più specifica che rappresenta l’attività centrale e il modo in cui opera, non una definizione generica scelta perché sembra più ampia. Per esempio, una categoria specifica come salone di manicure descrive meglio l’attività rispetto a salone quando la prima è disponibile e corretta.

Se l’attività offre più linee di servizio, individua quella che meglio ne descrive la natura principale nel mondo reale. Valuta insegna, sito, ricavi e percezione dei clienti, senza cambiare categoria soltanto per inseguire una singola ricerca. Per catene con sedi equivalenti, Google richiede coerenza della categoria principale.

  1. Formula in una frase che tipo di attività gestisci.
  2. Cerca nell’editor la voce supportata più specifica.
  3. Controlla che descriva l’attività nel suo complesso e non un singolo prodotto.
  4. Verifica che sito, insegna e servizi confermino la scelta.
  5. Per sedi equivalenti dello stesso brand, applica una categoria principale coerente.

Quando aggiungere categorie secondarie

Le categorie secondarie sono utili quando la stessa attività svolge davvero più attività riconoscibili. Google consente fino a nove categorie aggiuntive, ma il limite tecnico non è un obiettivo da raggiungere. Le linee guida raccomandano il minor numero possibile di categorie necessarie a descrivere l’impresa.

Aggiungi una categoria soltanto se completa anch’essa la frase questa attività è. Non usarla per un comfort, un prodotto, un servizio marginale o un’attività indipendente ospitata nella stessa sede. Una libreria con una caffetteria di un altro gestore non deve aggiungere la categoria Caffetteria al proprio profilo.

  • Corretta: un centro pneumatici che svolge realmente anche attività di officina può avere una categoria aggiuntiva pertinente.
  • Non corretta: un motel con piscina non aggiunge Piscina come categoria dell’attività.
  • Non corretta: un negozio non aggiunge la categoria di un’attività vicina o ospitata ma indipendente.
  • Ridondante: non serve accumulare tutte le categorie generiche già implicite in una categoria specifica.

Categorie, servizi e attributi non sono la stessa cosa

La categoria dice che cosa è l’attività. I servizi descrivono ciò che offre; gli attributi comunicano caratteristiche come accessibilità, tavoli all’aperto o Wi-Fi; i prodotti rappresentano articoli venduti. Usare ciascun campo per il suo scopo produce un profilo più chiaro e riduce la tentazione di trasformare le categorie in parole chiave.

Una palestra con piscina resta innanzitutto una palestra: la presenza della piscina non rende automaticamente corretta la categoria Piscina. Un ristorante che vende dolci non diventa necessariamente un ristorante di dessert. La scelta dipende dalla natura dell’attività, non dalla completezza del catalogo.

  • Categoria: che tipo di attività è.
  • Servizio: quale prestazione offre.
  • Attributo: quale caratteristica o comfort possiede.
  • Prodotto o menu: quale articolo vende o propone.

Cambiare categoria senza creare instabilità

Modifica la categoria quando l’attività reale è cambiata, quando una voce più specifica e corretta diventa disponibile o quando la configurazione precedente era errata. Una variazione può modificare funzioni e campi del profilo; in alcuni casi Google può chiedere una nuova verifica per confermare l’attività.

Evita test frequenti basati soltanto sulle oscillazioni di posizione. Dopo una modifica, annota data e motivazione, controlla lo stato nell’editor e verifica che servizi, descrizione e sito rimangano coerenti. Se la modifica viene rifiutata, esamina prima le linee guida e la documentazione anziché alternare ripetutamente più categorie.

Audit operativo delle categorie

Rivedi la configurazione partendo dalla principale, poi valuta ogni secondaria separatamente. Per ciascuna chiedi se un cliente potrebbe descrivere l’impresa con quella definizione e se l’attività è realmente esercitata. Rimuovi voci ridondanti, promozionali o riferite a soggetti diversi nella stessa sede.

Controlla infine quali funzioni sono comparse o scomparse e compila i campi pertinenti. Le categorie aiutano Google a capire il profilo, ma non sostituiscono dati accurati, orari aggiornati, indirizzo o area di servizio corretti e una reputazione autentica.

  1. Verifica che la principale sia la definizione più specifica e centrale.
  2. Valuta ogni secondaria con la frase questa attività è.
  3. Elimina categorie che descrivono solo prodotti, servizi marginali o comfort.
  4. Controlla la coerenza tra sedi equivalenti dello stesso brand.
  5. Documenta ogni modifica e osserva lo stato del profilo senza aspettarti effetti garantiti.

Per distinguere accettazione, servizi e categorie nel settore auto, trovi esempi nella guida per officine e gommisti.

Fonti ufficiali e approfondimenti

Le funzioni e le procedure di Google possono cambiare. Per i passaggi più delicati, confronta sempre la situazione concreta con la documentazione ufficiale aggiornata.

Domande frequenti

Quante categorie secondarie posso aggiungere?

Google consente fino a nove categorie aggiuntive, oltre alla principale. Non è necessario usarle tutte: le linee guida raccomandano il minor numero possibile di categorie pertinenti.

Le categorie influenzano il posizionamento su Google Maps?

Sì, contribuiscono alla pertinenza del profilo per le ricerche locali. Non determinano però da sole la posizione, che dipende anche da distanza, evidenza e altri segnali.

Posso usare una categoria per ogni servizio che offro?

No. Le categorie descrivono ciò che l’attività è, mentre i servizi descrivono ciò che offre. Aggiungi una categoria secondaria soltanto quando rappresenta una vera attività esercitata, non un singolo servizio o prodotto.

Cosa faccio se la categoria esatta non esiste?

Scegli dall’elenco la voce supportata più simile e specifica. Non è possibile creare una categoria personalizzata. Puoi inviare feedback a Google, ma non vi è garanzia che una nuova voce venga aggiunta.

Assistenza professionale

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