Indice della guida
Il campo Nome non è uno spazio per descrivere tutto ciò che l’attività offre. Google prevede campi distinti per categoria, servizi, descrizione, indirizzo e orari. Il nome serve invece a identificare la stessa realtà che il cliente vede sull’insegna, sul sito e sui materiali del brand.
Il cosiddetto keyword stuffing nasce quando al nome reale vengono aggiunti servizi, località o frasi promozionali. Anche se una parola coincide con una ricerca utile, non è automaticamente consentita. È ammessa soltanto quando fa realmente parte del nome usato e dimostrabile nel mondo fisico e nella comunicazione ordinaria dell’attività.
Un rebranding richiede un controllo più ampio: occorre stabilire se il pubblico si trova davanti alla stessa impresa con un’evoluzione limitata del nome oppure a un soggetto nuovo. La distinzione incide su profilo, verifica e pertinenza delle recensioni.
La regola di base: usare il nome del mondo reale
Google chiede di indicare il nome esatto dell’attività, quello noto ai clienti e usato in negozi fisici, sito web e cancelleria personalizzata. La prova più chiara per una sede visitabile è normalmente un’insegna permanente coerente. Per un’attività al domicilio del cliente, la coerenza può essere dimostrata da sito, documenti, mezzi o materiali professionali, secondo il contesto della verifica.
La denominazione societaria completa non è sempre il nome pubblico e il nome pubblico non può essere inventato soltanto per la scheda. Scegli il valore con cui l’attività si presenta stabilmente ai clienti. Se il brand reale include una località o un servizio, conserva prove coerenti; se quei termini compaiono soltanto nel profilo, rimuovili.
Elementi da non aggiungere al nome
Le linee guida riportano numerosi esempi di informazioni che devono stare in altri campi. Slogan, codici negozio, orari, recapiti, URL e indicazioni sulla posizione non vanno usati per allungare il nome. Lo stesso vale per servizi e categorie inseriti soltanto allo scopo di descrivere o promuovere l’attività.
Anche l’uso di maiuscole, simboli e termini legali deve riflettere il brand reale. Un marchio registrato non richiede di mostrare il simbolo di registrazione nel nome del profilo. Caratteri speciali o suffissi societari irrilevanti possono richiedere prove che ne attestino l’uso coerente.
- Slogan e affermazioni promozionali.
- Città, quartiere o indicazioni stradali non appartenenti al brand.
- Elenco di servizi, prodotti o categorie.
- Orari, formule come aperto 24 ore e stato di chiusura.
- Numero di telefono, dominio o URL.
- Codice della sede, simboli di marchio e maiuscole non usati nel brand reale.
Parole chiave: quando sono parte del nome e quando no
Una parola descrittiva può essere legittima se appartiene davvero al nome. Per esempio, un brand che si presenta stabilmente come una denominazione composta può riportarla per intero. La stessa parola diventa problematica quando viene aggiunta solo nella scheda per comparire per un servizio o una località e non è confermata da insegna, sito e materiali aziendali.
Non rinominare l’attività ogni volta che cambia la priorità commerciale. Per descrivere nuovi servizi usa l’editor dei servizi, le categorie appropriate e la descrizione. Il nome deve restare stabile e riconoscibile: frequenti variazioni possono richiedere nuove verifiche o essere interpretate come tentativi di cambiare identità.
- Scrivi il nome che compare sull’insegna o sul principale elemento di brand.
- Confrontalo con intestazione del sito e materiali rivolti ai clienti.
- Rimuovi dal campo Nome tutto ciò che appartiene a categoria, servizi, indirizzo o orari.
- Conserva prove dell’uso reale per termini, simboli o suffissi non evidenti.
- Applica la stessa regola a tutte le sedi equivalenti del brand.
Rebranding leggero o nuova attività
Google considera potenzialmente idoneo un rebranding sul profilo esistente quando la modifica del nome è limitata e restano invariati i nomi propri, i servizi descritti nel nome e la categoria dell’attività. La continuità deve essere riconoscibile anche nel mondo reale. Per un brand con più sedi, il nuovo nome dovrebbe essere applicato in modo coerente alle sedi interessate.
Se il nome cambia in modo sostanziale e non soddisfa questi criteri, Google considera il soggetto una nuova attività. In quel caso le linee guida richiedono di contrassegnare il profilo precedente come chiuso e crearne uno nuovo. Non rinominare una vecchia scheda per trasferire artificialmente recensioni a un’impresa diversa.
- Modifica limitata, stessa categoria e stessa identità: può essere idonea al rebranding.
- Nuovo brand, nuova natura dell’attività o categoria sostanzialmente diversa: può richiedere un nuovo profilo.
- Nuova proprietà con stesso nome e stessa attività: le recensioni in genere rimangono, ma il profilo deve essere trasferito correttamente.
- Due brand indipendenti nella stessa sede non vanno fusi in un unico nome composto.
Come preparare una modifica del nome
Prima di modificare il profilo, completa il rebranding reale. Insegna, sito e materiali rivolti ai clienti dovrebbero mostrare il nuovo nome. Raccogli documenti e foto utili e verifica di avere l’accesso proprietario. Evita di cambiare contemporaneamente indirizzo e categoria se non è indispensabile: Google deve poter riconoscere la continuità dell’attività.
Apri Modifica profilo, aggiorna il nome e salva. Google avverte che il cambio del nome dopo la verifica può richiedere una nuova verifica. Se compare tale richiesta, utilizza soltanto i metodi offerti per il profilo e mostra prove coerenti con il nuovo brand.
- Conferma che il nuovo nome sia già usato nel mondo reale.
- Valuta se il cambiamento rientra nei criteri di rebranding o crea una nuova identità.
- Prepara insegna, sito e documenti coerenti.
- Aggiorna un solo profilo legittimo e controlla lo stato della modifica.
- Completa l’eventuale nuova verifica senza aprire duplicati.
Se il nuovo nome viene rifiutato
Controlla prima che il profilo sia verificato e che il nome richiesto non contenga aggiunte promozionali. Confronta la modifica con le linee guida sul nome e sul rebranding. Se il nuovo valore non è ancora visibile nel mondo reale o comporta anche un cambio di categoria, il rifiuto può indicare che la continuità non è sufficientemente dimostrata.
Per un’attività italiana, determinate modifiche rifiutate possono essere contestate tramite lo strumento per i ricorsi. Prepara in anticipo prove leggibili con nome e indirizzo coerenti; il modulo collegato per le prove deve essere inviato entro 60 minuti dall’apertura prevista nella procedura. Non promettere né attenderti un esito automatico.
Fonti ufficiali e approfondimenti
Le funzioni e le procedure di Google possono cambiare. Per i passaggi più delicati, confronta sempre la situazione concreta con la documentazione ufficiale aggiornata.
Domande frequenti
Posso aggiungere la città al nome della scheda?
Solo se la città fa realmente parte del nome usato in modo stabile dall’attività. Aggiungerla esclusivamente per intercettare ricerche locali non è consentito; la località appartiene ai campi indirizzo e area coperta dal servizio.
Posso aggiungere i miei servizi principali al nome?
Soltanto se fanno parte del nome reale e documentabile. Altrimenti usa categorie, servizi e descrizione. Un elenco di servizi nel campo Nome è un’aggiunta non necessaria e può causare modifiche o limitazioni.
Un cambio di nome fa perdere le recensioni?
Le modifiche minori del nome e i rebranding idonei possono mantenere le recensioni. Un cambio sostanziale può essere considerato una nuova attività e le vecchie recensioni potrebbero non essere pertinenti o trasferibili.
Google può chiedere una nuova verifica dopo il rebranding?
Sì. Google specifica che una modifica del nome dopo la verifica può richiedere di verificare nuovamente il profilo. I metodi disponibili vengono scelti automaticamente per il singolo caso.