Google Ads e gestione delle richieste

Moduli contatto di Google Ads: dove trovare le richieste e cosa fare se non arrivano

Scopri dove recuperare le richieste compilate direttamente negli annunci Google Ads e come verificare notifiche email, accessi e collegamento al gestionale. Una procedura per distinguere lead non ricevuti, esportazioni vuote e conversioni che provengono da altri percorsi.

Responsabile di uno showroom consulta un tablet e un’agenda davanti a una cucina esposta.
La richiesta deve arrivare alla persona che può rispondere, con informazioni sufficienti a riconoscere il servizio cercato.
Indice della guida

Gli annunci possono raccogliere nome, telefono e altre informazioni attraverso un modulo ospitato direttamente da Google. La richiesta segue un percorso diverso rispetto al modulo del tuo sito: controllare soltanto la casella email aziendale può lasciare alcuni contatti senza risposta.

Questa guida parte dal recupero delle richieste e arriva al controllo della consegna. È utile quando Google Ads segnala attività sul modulo ma nel gestionale non compare nulla, oppure quando vuoi assegnare chiaramente a una persona la gestione dei nuovi contatti.

Riconoscere il modulo che ha raccolto la richiesta

Individua l’account, la campagna e l’asset coinvolti. Annota nome del modulo, periodo esaminato e recapiti richiesti. Un annuncio può portare al sito oppure consentire una compilazione all’interno di Google: i dati raccolti nel secondo caso non passano automaticamente dal modulo presente nella tua pagina contatti.

Confronta il percorso con la documentazione sui moduli negli annunci della rete di ricerca. Il comportamento dipende anche dagli obiettivi e dalle offerte della campagna. Verifica inoltre gli asset associati all’account e quelli della singola campagna: controllare un modulo dal nome simile, ma collegato a un altro servizio, porta facilmente fuori strada.

Prepara un registro essenziale con tre colonne: modulo Google, modulo del sito e telefonate. Mantieni separate queste provenienze anche quando tutte le richieste vengono gestite dallo stesso commerciale.

Scaricare le richieste prima che scadano

Nel menu Campagne apri Asset, seleziona il tipo Modulo per i lead e cerca il download CSV o CSV per CRM sotto l’asset. Il secondo formato usa nomi dei campi adatti all’importazione in un gestionale. Per un modulo eliminato, applica il filtro di stato che mostra gli asset rimossi. Google descrive entrambi i percorsi nella guida per scaricare i lead.

Il download manuale riguarda gli ultimi 30 giorni. Google conserva i lead per 60 giorni e l’API consente il recupero fino a 60 giorni, con configurazione tecnica e autorizzazioni appropriate. Non considerare quindi l’account pubblicitario un archivio permanente.

Assegna una frequenza di esportazione coerente con il lavoro commerciale. Conserva il file nell’area aziendale destinata ai contatti e verifica subito che nomi, recapiti e risposte siano leggibili.

Controllare i permessi se il download non è disponibile

Per scaricare i lead Google richiede un accesso Standard o Amministratore. Un utente che vede i report in sola lettura può quindi non essere autorizzato a leggere i dati personali delle richieste. Anche l’accesso tramite account amministratore richiede condizioni specifiche: il semplice collegamento dell’agenzia non equivale necessariamente alla proprietà dell’account cliente.

Chiedi al responsabile dell’account di verificare il tuo accesso nell’account effettivamente proprietario della campagna. Evita di scambiare password: ogni persona deve utilizzare il proprio utente e il livello adeguato alle sue mansioni.

Se stai cambiando fornitore, inserisci la consegna dei lead tra i controlli del passaggio. Nella guida sul cambio di agenzia Google Ads trovi gli aspetti da coordinare. Un accesso pubblicitario funzionante e un flusso commerciale funzionante vanno verificati separatamente.

Verificare le notifiche email del modulo

Google prevede notifiche email per ogni lead: l’indirizzo va inserito nella sezione Notifiche durante la configurazione dell’asset. Non dare per scontato che le richieste arrivino all’email di accesso a Google Ads o alla casella usata dal sito.

Controlla l’indirizzo configurato, eventuali errori di scrittura, cartella spam, regole di inoltro e filtri della posta aziendale. Verifica anche che la casella sia ancora presidiata dopo cambi di personale. Prima di modificare più impostazioni insieme, confronta una richiesta presente nel CSV con la sua eventuale email.

  • Se il lead è nel CSV ma manca l’email, concentra il controllo sulla notifica e sulla posta.
  • Se l’email arriva a un collega, correggi destinatari e assegnazione interna.
  • Se il lead manca anche nell’esportazione, passa al controllo delle conversioni e del modulo.

Provare il collegamento con il gestionale

Un webhook può inviare automaticamente i dati del modulo al CRM. Nell’asset controlla le opzioni di esportazione, l’indirizzo di destinazione e la chiave dell’integrazione. Usa Invia dati di test e verifica che la richiesta compaia davvero nel gestionale, con i campi al posto giusto. La procedura ufficiale per il webhook distingue mancato invio, assenza di risposta e risposta errata del sistema ricevente.

Un test tecnicamente riuscito deve essere seguito dalla verifica commerciale: chi riceve il contatto, quale servizio viene assegnato e se parte una notifica interna. Controlla eventuali filtri che nascondono i contatti di prova o classificano come duplicati richieste con lo stesso recapito.

Se usi un connettore esterno, verifica autorizzazione dell’account, flusso attivo ed errori registrati dal fornitore. Dopo un’interruzione recupera separatamente le richieste ancora disponibili: riattivare la sincronizzazione non dimostra che siano stati importati tutti i contatti precedenti.

Capire perché ci sono conversioni ma il CSV è vuoto

La colonna Conversioni può comprendere azioni diverse. Segmenta i dati per azione di conversione e identifica quelle riconducibili al modulo ospitato da Google. Un clic sul telefono, un invio sul sito o un appuntamento importato non devono comparire nell’esportazione di quell’asset.

Controlla anche intervallo temporale, filtri, asset rimossi e fuso orario dei sistemi confrontati. Il CSV resta vuoto finché non arriva il primo lead del modulo; l’apertura del modulo non equivale a una richiesta inviata. Evita di usare il totale generico della campagna come elenco di persone da richiamare.

Se i conteggi rimangono incoerenti, annota campagna, modulo, azione interessata e un esempio verificabile, senza diffondere inutilmente i recapiti dei clienti. Per duplicazioni o eventi del sito consulta l’approfondimento sulle conversioni GA4 mancanti o duplicate in Google Ads.

Verificare idoneità e organizzare la risposta ai contatti

Se il problema è che il modulo non compare negli annunci, controlla stato dell’asset, associazione alla campagna, obiettivi, strategia di offerta e idoneità del formato. Per una campagna rivolta all’Italia verifica la disponibilità effettiva nell’account e per il paese di destinazione: la presenza del comando di creazione non garantisce la pubblicazione.

I requisiti Google per i moduli lead includono settore ammesso, rispetto delle norme e link all’informativa privacy. Alcuni formati prevedono ulteriori condizioni di spesa e verifica: non applicare una singola soglia indistintamente a tutti gli account.

Quando il flusso funziona, assegna ogni richiesta a un referente e registra esito e pertinenza del servizio. Se arrivano recapiti falsi o richieste incoerenti, usa i controlli della guida sui contatti spam da Google Ads. Ricevere i lead e valutarne la qualità sono due passaggi consecutivi dello stesso lavoro.

Fonti ufficiali e approfondimenti

Per verificare requisiti e procedure, consulta la documentazione ufficiale relativa al tuo caso.

Domande frequenti

I contatti del modulo Google Ads arrivano automaticamente via email?

Le notifiche email sono previste, ma occorre configurare l’indirizzo nella sezione Notifiche dell’asset modulo per i lead. Controlla poi ricezione, cartella spam e inoltri. L’email usata per accedere all’account non va considerata automaticamente il destinatario commerciale.

Perché posso leggere la campagna ma non scaricare i lead?

La consultazione dei report e il download dei contatti richiedono permessi differenti. Google richiede accesso Standard o Amministratore; per gli account amministratore si applicano anche condizioni di proprietà dell’account cliente. Fai verificare l’utente nell’account corretto.

Posso recuperare richieste di due mesi fa?

Il CSV manuale copre gli ultimi 30 giorni. Le API possono recuperare fino a 60 giorni, con la configurazione necessaria. Oltre la conservazione prevista da Google, verifica soltanto eventuali copie già esportate, email ricevute o registrazioni nel gestionale.

Un nuovo collegamento al CRM recupera tutti i lead precedenti?

Non darlo per scontato. Verifica quali dati il connettore importa e da quale momento. Collauda i nuovi invii e confronta le richieste precedenti con le esportazioni ancora disponibili, evitando duplicati nel gestionale.

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