Per trovare nuovi clienti come consulente aziendale non basta elencare le proprie competenze.
Un imprenditore deve riconoscere il problema che puoi affrontare, capire come lavorerai con il suo team e decidere se avviare un confronto. Questa guida aiuta consulenti di direzione e temporary manager a presentare servizi, esperienze e primo incontro sul sito, collegandoli a una presenza Google adatta alla propria attività.
Indice della guida
Fai riconoscere il problema prima del nome del servizio
“Consulenza aziendale” comprende attività molto diverse. Un titolare può cercare aiuto perché non conosce il margine delle commesse, perché le responsabilità si sovrappongono o perché manca una figura che coordini una fase di crescita. Scegli le situazioni che affronti davvero e descrivile con parole che il cliente usa nel lavoro quotidiano.
Per ciascuna indica le imprese a cui ti rivolgi, il problema iniziale e il tipo di intervento. Una pagina sul controllo di gestione può chiarire quali decisioni aiuti a prendere e quali informazioni occorrerà esaminare. Evita di presentare un elenco di settori se non puoi spiegare perché la tua esperienza è pertinente.
Distingui la consulenza direzionale dalle prestazioni fiscali, dalla ricerca di finanziamenti e dall’export. Se offri anche queste attività, collegale a pagine specifiche: chi cerca un supporto organizzativo non deve scambiarlo per un servizio contabile.
Verifica la sede e l’idoneità della scheda Google
Google richiede un’attività con contatto in presenza con i clienti; la consulenza esclusivamente online non è idonea. Puoi valutare il profilo se ricevi in una sede adeguata oppure svolgi il servizio presso le aziende. Consulta i requisiti ufficiali di idoneità prima di avviare la scheda.
Se non accogli clienti alla tua base, gestisci il profilo come attività presso il cliente e nascondi l’indirizzo. Un recapito virtuale non diventa uno studio operativo; un coworking deve soddisfare le condizioni di insegna, personale e accoglienza previste dalle linee guida Google. Non creare sedi nelle città visitate per singoli incarichi.
Scegli una categoria disponibile che descriva l’attività principale e mantieni il nome reale dello studio. Il sito può comunque presentare i servizi e farsi trovare nella ricerca organica anche quando non puoi aprire un profilo.
Separa consulenza e temporary management con pagine utili
Il sito deve chiarire che cosa significa lavorare con te. Un’analisi organizzativa può concludersi con indicazioni e priorità; un incarico di temporary management può prevedere un affiancamento operativo per un periodo concordato. Descrivi le modalità effettive del tuo servizio senza far sembrare inclusa ogni attività.
Per ogni pagina indica obiettivo, interlocutori, fasi e materiali consegnati. Spiega se il lavoro si svolge in presenza, a distanza o con entrambe le modalità. Frequenza degli incontri, responsabilità e disponibilità vanno definite nella proposta, senza promettere sul sito un impegno illimitato.
Una pagina dedicata ha senso quando cambia la decisione del cliente. Evita versioni quasi identiche per ogni città o mansione. Collega una descrizione sintetica dei servizi ai relativi approfondimenti, ai casi pertinenti e a un pulsante come “Descrivi la situazione della tua azienda”.
Mostra il tuo contributo con un caso concreto
Un curriculum aiuta a conoscere il consulente, ma non mostra come affronta un incarico. Presenta una situazione iniziale, l’obiettivo concordato, le attività svolte e ciò che l’azienda ha ricevuto. Distingui il tuo contributo dalle decisioni e dal lavoro del team interno.
Esempio ipotetico: un’impresa di manutenzione riceve molti ordini ma fatica a stabilire le priorità. Il consulente ricostruisce il passaggio dal preventivo alla pianificazione, concorda responsabilità e introduce un incontro periodico sulle commesse. Il caso può mostrare una mappa semplificata dei passaggi e il metodo di verifica, senza inventare aumenti di fatturato.
Nei casi reali usa materiali autorizzati e rendi anonimi i dettagli riservati. Se pubblichi numeri, specifica che cosa misurano e il contesto del confronto. La guida ai casi studio sul sito aiuta a organizzare esperienze che un potenziale cliente possa comprendere e condividere con i soci.
Dai uno scopo chiaro al primo incontro
“Prenota una consulenza” può significare una prestazione vera e propria oppure una breve conversazione conoscitiva. Specifica quale proponi. Indica durata orientativa, persone che dovrebbero partecipare e risultato atteso: per esempio capire la compatibilità dell’esigenza e concordare l’eventuale approfondimento.
Non chiamare diagnosi completa una telefonata preliminare. Se l’analisi richiede dati, incontri o un compenso, spiega il passaggio prima dell’accettazione. Il cliente dovrebbe sapere se riceverà una proposta di lavoro, una richiesta di informazioni o l’indicazione di un servizio diverso.
Conferma appuntamento e modalità di collegamento, offrendo un modo semplice per spostarlo. Se più persone decidono l’incarico, invia un riepilogo condivisibile del perimetro discusso: riduce le incomprensioni tra il primo referente e gli altri interlocutori.
Raccogli informazioni senza chiedere subito un archivio aziendale
Nel modulo iniziale chiedi ciò che ti serve per preparare il confronto. Una traccia breve può includere:
- Attività dell’impresa e dimensione indicativa del team.
- Problema o cambiamento che ha fatto nascere la richiesta.
- Area coinvolta e persona che segue il progetto.
- Esigenza di presenza in sede e località.
- Scadenza desiderata, se esiste, e contatto del referente.
Lascia spazio a chi non conosce ancora il servizio da scegliere. Bilanci, elenchi di dipendenti e documenti riservati non devono essere allegati obbligatori al primo messaggio: concorda successivamente quali materiali occorrono e come condividerli.
Dopo l’invio mostra una conferma comprensibile e verifica che il messaggio raggiunga il responsabile. Se più consulenti gestiscono le richieste, assegna un referente per evitare risposte doppie o contatti dimenticati.
Valuta gli incarichi possibili, oltre alle visite
Registra contatto ricevuto, esigenza compatibile, incontro svolto, proposta e incarico accettato. Annota anche i motivi per cui non prosegui: ambito diverso, tempi incompatibili o richiesta senza un referente decisionale. Una candidatura non è una nuova opportunità di consulenza.
Le interazioni del profilo Google non certificano incarichi: un clic sul telefono non prova che la conversazione sia avvenuta. Affianca i dati del sito alla misurazione delle richieste e al riscontro commerciale, rispettando i tempi delle decisioni aziendali.
Se arrivano richieste estranee, rivedi titolo e apertura della pagina. Se gli incontri sono pertinenti ma il lavoro viene frainteso, chiarisci fasi e consegne. Migliorare queste informazioni può essere più utile che aggiungere altri articoli generici.
Domande frequenti
Un consulente che lavora soltanto online può aprire la scheda Google?
No, le attività esclusivamente online non sono idonee. Il sito può presentare i servizi; il profilo va valutato quando esiste un contatto in presenza conforme ai requisiti Google.
Devo creare un sito diverso per il temporary management?
Non necessariamente. Se pubblico e identità professionale coincidono, può bastare una pagina specifica che chiarisca ruolo operativo, modalità di affiancamento e percorso per definire l’incarico.
Come presento un caso senza rendere riconoscibile il cliente?
Descrivi problema, attività svolte e materiali consegnati usando soltanto informazioni condivisibili. Rimuovi nomi, dettagli identificativi e documenti riservati; presenta esplicitamente come ipotetici gli esempi inventati.
Il primo colloquio deve essere gratuito?
È una scelta del professionista. Il sito deve chiarire se propone un incontro conoscitivo o una prestazione a pagamento, cosa comprende e quale sarà il passaggio successivo.
