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Prodotti in preordine o in riassortimento su Google Shopping: come gestirli

Un prodotto nuovo in uscita e un articolo esaurito che tornerà a magazzino richiedono informazioni diverse. Scopri come rappresentare preordini e riassortimenti in Merchant Center, indicare una data attendibile e mantenere coerenti feed, pagina prodotto e procedura di acquisto.

Responsabile ecommerce che controlla una lampada appena arrivata in magazzino, accanto a un tablet e a scatole aperte
Indice della guida

“Disponibile su ordinazione” può indicare situazioni molto diverse: un lancio futuro, un riassortimento, un lavoro di personalizzazione oppure un prodotto che in realtà non è acquistabile. Per Google Shopping questa etichetta generica non basta a descrivere correttamente l’offerta.

La guida riguarda le normali offerte ecommerce inviate a Merchant Center. Parti sempre dalla situazione reale: cosa può ordinare oggi il cliente, quando puoi spedire e quale previsione sei in grado di mantenere.

Scegli lo stato in base a ciò che puoi vendere

I quattro valori ordinari dell’attributo disponibilità descrivono l’acquistabilità dell’articolo. Non sono etichette da scegliere per rendere l’offerta più attraente.

StatoSituazione
in_stockAccetti ordini e puoi soddisfarli nei tempi dichiarati.
out_of_stockIl prodotto non è acquistabile o non accetti ordini.
preorderAccetti ordini per un prodotto nuovo non ancora uscito.
backorderAccetti ordini per un prodotto esistente in attesa di riassortimento.

Il semplice avviso “avvisami quando torna” raccoglie un interesse, non un ordine. Se l’acquisto resta impossibile, non trasformare quell’avviso in un preordine nel feed.

Allinea chi gestisce catalogo e magazzino sul significato delle etichette interne. Se il gestionale usa la stessa voce per più situazioni, servirà una regola di esportazione più precisa: rinominare solo il testo visibile può lasciare invariato il dato inviato a Google.

Distingui lancio, riassortimento e lavorazione

Esempio ipotetico: un negozio accetta ordini per una nuova macchina da caffè prima dell’uscita: il caso è un preordine. Un modello già venduto, esaurito e nuovamente ordinabile in attesa della consegna del fornitore, è invece un riassortimento con ordini arretrati.

Un oggetto personalizzato richiede un’altra valutazione. La lavorazione successiva all’acquisto non lo rende automaticamente un prodotto in lancio o esaurito. Verifica se puoi produrlo e spedirlo secondo i tempi dichiarati, descrivi la configurazione venduta e segui anche le indicazioni per i prodotti personalizzati.

Non usare uno stato di riassortimento per nascondere un normale tempo di preparazione. Analogamente, non dichiarare un articolo pronto solo perché il fornitore lo mostra nel proprio catalogo. Conferma materiali, capacità produttiva o fornitura prima di rendere acquistabile l’offerta, e gestisci separatamente gli eventuali ritardi operativi.

Fornisci una data prevista utilizzabile e credibile

Per preordini e ordini arretrati availability_date è obbligatorio. Il dato rappresenta quando il prodotto sarà disponibile e verrà spedito. Google accetta una previsione fino a un anno nel futuro: non confonderla con il giorno in cui il pacco arriverà al cliente.

Nel feed usa una data nel formato richiesto, preferibilmente con ora e fuso; non inserire intervalli o frasi come “tra qualche settimana”. Sul sito la previsione deve essere leggibile. Se non conosci il giorno esatto, presenta con chiarezza la stima e mantieni il valore tecnico coerente con la migliore previsione disponibile.

Evita scadenze inventate solo per compilare il campo. Definisci chi riceve le comunicazioni del fornitore e aggiorna il prodotto. Un promemoria interno prima della data prevista permette di verificare se la merce è realmente arrivata e di intervenire prima che una previsione superata continui a essere proposta ai clienti.

Mantieni chiara la promessa fino al checkout

I requisiti della pagina di destinazione prevedono che il cliente trovi il prodotto corretto e le informazioni necessarie all’acquisto. Mostra lo stato e la previsione vicino all’offerta, con un pulsante funzionante quando accetti l’ordine.

Prova il percorso dall’URL inviato a Merchant Center: pagina prodotto, scelta variante, carrello e pagamento. Una scritta corretta in alto non risolve un carrello che promette una spedizione immediata. Anche un messaggio generico del tema può contraddire l’offerta.

Esempio ipotetico: una lampada è ordinabile con spedizione prevista dal 20 ottobre. Se il checkout mostra automaticamente “consegna domani”, serve correggere la logica dei tempi, non soltanto il feed. Distingui attesa del prodotto, preparazione e trasporto. Per configurare questi passaggi consulta la guida a costi e tempi di spedizione in Merchant Center.

Controlla feed, dati strutturati e singola variante

Le specifiche dei dati di prodotto richiedono coerenza tra i dati inviati e quelli del sito. Verifica anche i dati strutturati generati da tema o plugin: il testo potrebbe indicare preordine mentre il codice continua a dichiarare InStock.

Controlla il singolo ID del prodotto e la variante effettivamente proposta. Una sedia può essere pronta in nero, ordinabile in riassortimento in verde e non acquistabile in rosso. Non attribuire a tutte le varianti lo stato del modello principale.

  1. Apri la scheda del prodotto in Merchant Center e leggi i valori elaborati.
  2. Confrontali con l’esportazione del gestionale o del plugin.
  3. Apri il link associato e verifica la variante preselezionata.
  4. Controlla il contenuto visibile e il dato strutturato della stessa offerta.

Se più origini dati intervengono sullo stesso articolo, individua quale prevale. Una correzione manuale può essere sovrascritta alla sincronizzazione successiva.

Gestisci ritardi e ritorno alla disponibilità

Organizza il flusso affinché il sito e Merchant Center ricevano le variazioni in modo coordinato. Google raccomanda di mantenere aggiornati i dati di prodotto e di sincronizzare gli invii con le modifiche al catalogo. Gli aggiornamenti automatici non sostituiscono un’origine dati affidabile.

Quando la merce arriva, verifica quanta parte è già destinata agli ordini ricevuti e quanta resta vendibile. Solo dopo aggiorna disponibilità e tempi della nuova offerta. Rimuovi la data del preordine quando non è più pertinente e controlla che etichette e messaggi promozionali non rimangano obsoleti.

In caso di ritardo, aggiorna la previsione e gestisci anche le comunicazioni agli acquirenti già coinvolti attraverso i tuoi processi commerciali. Se non hai più una previsione attendibile e interrompi gli ordini, adegua il sito e i dati. Cambiare solo la data su Google lascia irrisolto ciò che il cliente vede e si aspetta.

Collauda alcuni casi prima di estendere le regole

Prima di applicare una modifica a tutto il catalogo, scegli alcuni articoli rappresentativi: un nuovo lancio, un riassortimento e un prodotto non acquistabile. Aggiungi una famiglia con varianti diverse e, se presenti, prodotti personalizzati.

Per ogni caso conserva ID, URL e risultato atteso. Dopo la sincronizzazione verifica i dati elaborati e gli eventuali problemi segnalati. Una correzione nel gestionale non dimostra che Google abbia già ricevuto e accettato il nuovo valore.

Se persiste una mancata corrispondenza, controlla cache, regole del feed, disponibilità legata al paese e messaggi del checkout. La guida su prezzo e disponibilità non corrispondenti aiuta ad approfondire questi errori. Non creare un nuovo ID per aggirare la segnalazione: individua la causa e conserva una gestione coerente dell’articolo. La correttezza dei dati permette di descrivere l’offerta, senza garantire impressioni o vendite.

Fonti ufficiali e approfondimenti

Consulta i riferimenti ufficiali per verificare impostazioni e requisiti applicabili al tuo progetto.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra preorder e backorder?

Preorder indica un nuovo prodotto non ancora uscito per cui accetti ordini. Backorder riguarda un prodotto esistente temporaneamente esaurito che continui a vendere in attesa del riassortimento. Entrambi richiedono una data prevista.

Posso usare preorder se il cliente può soltanto chiedere un avviso?

No. La richiesta di un avviso non equivale a un ordine. Se il prodotto non è acquistabile e non accetti ordini, rappresentalo come out_of_stock e mantieni coerenti pagina, carrello e dati inviati.

La data disponibilità è il giorno di consegna al cliente?

Indica quando il prodotto sarà disponibile e verrà spedito, non il giorno di arrivo del pacco. Gestisci separatamente i tempi di trasporto e rendi comprensibile la previsione complessiva prima dell’acquisto.

Un prodotto realizzato su ordinazione va sempre indicato come backorder?

No. La normale lavorazione o personalizzazione non equivale automaticamente a un esaurimento di scorte. Valuta la capacità effettiva di soddisfare l’ordine nei tempi dichiarati e descrivi correttamente disponibilità, configurazione e tempi di preparazione.

Assistenza professionale

Disponibilità e date non coincidono tra sito e Google?

Indicaci la piattaforma ecommerce e alcuni prodotti interessati. Possiamo valutare quali passaggi controllare tra catalogo, pagine e Merchant Center per individuare l’origine della differenza. Scopri il servizio di assistenza.

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