Un buon titolo permette di capire quale prodotto stai vendendo prima del clic: tipo di articolo, modello e caratteristiche devono aiutare a riconoscere l’offerta corretta.
Indice della guida
“Lampada elegante” dice poco a chi sta cercando una lampada da tavolo in ceramica. Un titolo più concreto aiuta a riconoscere l’oggetto e a confrontarlo con alternative simili.
Questa guida si concentra sulla scrittura dei titoli. Per impostare la presenza del negozio nelle schede senza costi, puoi partire dalla guida ai prodotti e‑commerce su Google tramite Merchant Center.
Parti dalla scheda tecnica, prima delle parole chiave
Raccogli le informazioni verificabili: tipo di prodotto, marca, modello, materiale, dimensioni, colore, quantità e caratteristiche distintive. Non tutti i campi servono per ogni categoria: una misura può essere decisiva per un mobile, mentre per un ricambio può contare soprattutto la compatibilità.
Confronta la scheda del fornitore con ciò che vendi davvero. Se una confezione contiene un solo articolo, non descriverla come un kit; se la lampadina è esclusa, evita parole che facciano pensare a una soluzione completa.
Assegna a ogni dato una fonte interna verificabile, per esempio il gestionale o la scheda del produttore. Questo piccolo passaggio evita che una riscrittura accattivante introduca caratteristiche inesistenti. Se mancano identificativi, affronta separatamente il tema dei codici GTIN ed EAN mancanti: il titolo non li sostituisce.
Scegli l’ordine in base a come il cliente distingue gli articoli
Google consiglia di mettere i dettagli rilevanti all’inizio, perché nei formati pubblicitari il titolo può apparire tagliato. Fra le informazioni utili rientrano marca e caratteristiche del prodotto: consulta i suggerimenti ufficiali per i dati di prodotto.
Come criterio di lavoro, chiediti cosa deve sapere subito chi confronta le offerte. Per un modello noto può essere utile iniziare da marca e modello; per un oggetto artigianale, da tipologia e materiale. Non esiste una sequenza universale adatta all’intero negozio.
Leggi soltanto la prima parte del titolo e chiedi a un collega di descrivere ciò che immagina. Se risponde “non so che oggetto sia”, sposta in avanti le informazioni essenziali. Conserva gli aggettivi soggettivi solo se hanno un significato preciso e verificabile per il prodotto.
Esempi di riscrittura per prodotti diversi
Gli esempi seguenti sono ipotetici e mostrano un metodo di scrittura, non formule da copiare senza verificare le caratteristiche. Aggiungi la marca quando è pertinente e realmente associata al prodotto.
- Da “Lampada bellissima” a “Lampada da tavolo in ceramica terracotta con paralume in lino”. Il titolo chiarisce funzione, materiale e finitura.
- Da “Lampada moderna” a “Lampada da scrivania in ottone spazzolato con stelo curvo”. La descrizione distingue un articolo che in foto potrebbe sembrare simile ad altri.
- Da “Luce verde” a “Lampada da tavolo a fungo in vetro verde”. Forma e materiale aiutano a riconoscere l’oggetto.
- Da “Asciugamano premium” a “Asciugamano viso in cotone 60 × 100 cm, blu”. Misura e colore rendono esplicita la variante.
La riscrittura deve rendere il catalogo più comprensibile. Non serve ripetere “lampada”, “illuminazione” e “luce da tavolo” nello stesso titolo per occupare tutto lo spazio.
Distingui le varianti senza trasformare il titolo in un elenco
Quando due offerte differiscono per taglia o colore, il titolo deve consentire di riconoscere quella selezionata. Google richiede coerenza con il prodotto della pagina e dettagli distintivi delle varianti, da compilare anche negli attributi dedicati. Il riferimento è la specifica del titolo di prodotto.
Apri la pagina dal collegamento inviato a Merchant Center: il cliente deve riuscire a capire quale articolo corrisponde all’offerta vista. Se il titolo dice “verde” e si apre sempre una versione bianca, controlla anche la destinazione e la variante predefinita.
Usa lo stesso ordine per prodotti della stessa famiglia, così il controllo del catalogo resta semplice. La guida alle varianti, taglie e colori in Merchant Center approfondisce gli identificativi e il raggruppamento: cambiare il testo da solo non risolve una struttura delle varianti incoerente.
Elimina promozioni, riempitivi e dettagli non dimostrabili
Il titolo ammette da 1 a 150 caratteri. Google esclude testo promozionale, prezzo e informazioni sulla spedizione, e vieta l’uso artificioso delle maiuscole per attirare attenzione. Consulta i requisiti editoriali del titolo.
Durante la revisione cerca frasi come “offertissima”, “il migliore” o “consegna domani”. Chiediti se descrivono l’identità del prodotto oppure una promessa commerciale variabile. Per esempio, “migliore lampada di sempre” non aiuta a distinguere dimensioni e materiale.
Controlla anche caratteri strani introdotti dall’esportazione, sigle interne comprensibili soltanto al magazzino e sequenze di sinonimi. Non inventare compatibilità, certificazioni o materiali per rendere il titolo più completo. Quando manca un’informazione, torna alla fonte del catalogo e chiariscila prima di inserirla nella pubblicazione.
Modifica il titolo nell’origine giusta e controlla quello ricevuto
Individua dove nasce il testo: piattaforma e‑commerce, file, applicazione o regola di trasformazione. Prima di cambiare centinaia di righe, lavora su un piccolo gruppo e conserva una copia dei valori precedenti.
Controlla un prodotto dopo l’elaborazione in Merchant Center. Il titolo ricevuto deve essere quello previsto: un intervento sul sito potrebbe non cambiare un campo che il connettore prende dal gestionale. Documenta quale campo alimenta l’offerta, così la prossima importazione non diventa un tentativo alla cieca.
Se uno strumento crea titoli con IA generativa, Google richiede l’attributo structured_title e la corretta indicazione dell’origine digitale nel feed. Fai verificare la mappatura a chi gestisce l’integrazione, seguendo la specifica ufficiale di title e structured_title. Questo controllo tecnico riguarda i dati inviati, oltre alla qualità del testo scritto.
Valuta gli effetti con un confronto leggibile
Per la prima revisione scegli una famiglia di prodotti con dati affidabili. Annota titoli precedenti, nuovi titoli e momento dell’intervento; mantieni distinguibili le modifiche che fai contemporaneamente a prezzi, disponibilità e campagne.
Osserva le metriche disponibili per prodotti e destinazioni, considerando impressioni, clic e risultati commerciali. Un aumento dei clic può essere utile solo se arriva da persone interessate all’offerta reale. Anche la stagionalità e le variazioni di assortimento possono influire sul confronto.
Google suggerisce di sperimentare e concentrarsi sui prodotti rilevanti per l’attività nelle indicazioni sull’ottimizzazione del catalogo. Non attribuire automaticamente ogni cambiamento ai titoli. Se manca del tutto la visibilità, controlla prima anche la guida ai prodotti approvati ma non visibili su Google, per distinguere scrittura e pubblicazione.
Domande frequenti
Devo usare tutti i 150 caratteri del titolo?
Usa lo spazio per le caratteristiche che aiutano a riconoscere l’articolo. Non aggiungere sinonimi o promesse soltanto per allungare il testo: le informazioni devono restare pertinenti e verificabili.
Il titolo su Google Shopping deve essere identico a quello del sito?
Deve descrivere lo stesso prodotto e la variante corretta. Può avere una formulazione diversa, purché il cliente riconosca nella pagina l’offerta che ha visto.
Posso inserire prezzo e spedizione gratuita nel titolo?
Queste informazioni vanno gestite nei campi e nelle impostazioni appropriati del catalogo. Il titolo deve identificare il prodotto e rispettare i requisiti editoriali di Merchant Center.
Titoli più precisi garantiscono più vendite?
No. Rendono l’offerta più comprensibile, ma i risultati dipendono anche da domanda, prezzo, disponibilità, immagini, campagne e pagina di acquisto. Valuta le modifiche con un confronto sui dati del tuo negozio.
Fonti ufficiali e approfondimenti
Per verificare requisiti e procedure, consulta la documentazione ufficiale relativa al tuo caso.
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