Una segnalazione di GTIN mancante può nascere da un codice non importato oppure da un prodotto che non ne ha mai avuto uno.
Sono situazioni diverse, particolarmente frequenti nei cataloghi che mescolano articoli di marca, produzione artigianale e personalizzazioni. Prima di compilare un numero o modificare tutte le schede, occorre capire quali identificatori appartengono davvero al prodotto. Questa guida propone un percorso per controllare confezioni, dati del produttore e integrazione, evitando correzioni che nascondono il problema soltanto fino all'invio successivo.
Indice della guida
Distingui il codice mancante da quello non valido
Apri il prodotto interessato nella sezione Richiede attenzione di Merchant Center. Annota il motivo esatto e l'identificativo dell'offerta. Un campo mancante, un formato non valido e un codice associato a un altro articolo richiedono controlli diversi. Non dedurre la causa dalla sola presenza di una limitazione nel catalogo.
Prepara una scheda di confronto con nome del prodotto, marca, variante, confezione venduta, codice presente nel gestionale e valore ricevuto da Google. Aggiungi la provenienza dell'informazione: etichetta, scheda del fornitore o archivio di produzione.
Se il problema riguarda l'inserimento iniziale del catalogo nella scheda dell'attività, consulta prima la guida ai prodotti su Google Business Profile. Qui il controllo riguarda gli identificatori dei prodotti trasmessi a Merchant Center.
Cerca il GTIN della variante e della confezione vendute
GTIN indica una famiglia di codici commerciali: l'EAN comunemente usato in Europa ne fa parte. Cerca il codice sulla confezione e nelle informazioni ufficiali del produttore o del fornitore. Verifica che descriva esattamente modello, variante e unità di vendita che stai proponendo.
Esempio: il distributore consegna un cartone con sei flaconi. Il negozio vende il singolo flacone. Prima di copiare il numero visibile sull'imballo esterno, controlla che appartenga all'unità offerta al cliente. Una scansione leggibile non dimostra da sola che sia il codice giusto per quella scheda.
La specifica Google del GTIN richiede valori pertinenti e validi. Non inventare cifre, non copiare codici di prodotti simili e non usare il numero d'ordine. Se l'identificatore esiste ma non riesci a recuperarlo, chiedi conferma al fornitore: lasciare il campo vuoto non trasforma l'articolo in un prodotto senza GTIN.
Separa marca, MPN e codice interno del negozio
Il brand descrive la marca del prodotto. L'mpn è il codice attribuito dal produttore per identificare l'articolo nel proprio assortimento. Lo SKU del negozio serve invece alla tua organizzazione: può coincidere con l'MPN, ma non va considerato automaticamente equivalente.
Un rivenditore che usa lo SKU interno LAMP-083 per una lampada deve verificare quale MPN sia stato assegnato dal produttore. Inserire LAMP-083 nel campo MPN soltanto perché è disponibile nel gestionale può creare un'associazione scorretta. Conserva i campi separati e documenta quale viene esportato.
Per i prodotti privi di GTIN, controlla gli altri identificatori realmente disponibili. Non sostituire la marca del produttore con il nome del punto vendita quando sei un rivenditore. Anche per i ricambi compatibili, la marca e il codice devono descrivere il prodotto effettivamente venduto; la compatibilità con un altro marchio è un'informazione distinta da inserire nel contesto appropriato.
Se produci gli articoli, organizza i tuoi identificatori
Un laboratorio che realizza e vende i propri articoli ha un ruolo diverso da chi rivende prodotti altrui. La guida Google ai codici identificativi prevede che il produttore possa usare il nome del negozio come marca e attribuire un MPN univoco quando pertinente. Questo non autorizza a creare autonomamente un GTIN fittizio.
Immagina una pelletteria che produce il portacarte Alba in due versioni. Può organizzare il proprio catalogo con marca del laboratorio e codici di produzione stabili, distinguendo le versioni secondo le caratteristiche effettive. Il codice scelto deve restare riconoscibile in archivio, nell'esportazione e nelle eventuali richieste dei clienti.
Prima di assegnare nuovi MPN, controlla quelli già usati su listini, etichette e fatture del laboratorio. Prepara una regola breve per chi aggiunge prodotti: chi assegna il codice, dove viene registrato e quali cambiamenti richiedono una nuova voce. La continuità evita duplicati introdotti da persone diverse.
Usa identifier_exists=no solo quando l'assenza è verificata
identifier_exists comunica l'esistenza degli identificatori del prodotto. La specifica ufficiale dell'attributo permette no o false nei casi previsti di assenza accertata. Non è un comando per disattivare una richiesta scomoda.
Prima di usarlo, verifica GTIN, MPN e marca pertinenti alla tipologia di articolo. Se disponi di GTIN e marca, oppure della coppia marca e MPN, non dichiararne l'assenza. Nei prodotti personalizzati o nei pezzi unici davvero privi degli identificatori richiesti, la dichiarazione può invece essere appropriata. Non eliminare informazioni autentiche per far rientrare il prodotto in questo caso.
Una regola generale “EAN vuoto uguale identifier_exists=no” è quindi inaffidabile. La colonna potrebbe essere vuota per un errore di importazione. Se usi un'app ecommerce, verifica che cosa significhi la sua opzione prima di applicarla a tutto l'assortimento e conserva una nota della verifica svolta.
Controlla separatamente varianti e personalizzazioni
La parola “personalizzato” può descrivere lavorazioni diverse. Un oggetto creato interamente su commissione e un prodotto industriale inciso dopo l'acquisto non hanno necessariamente lo stesso trattamento. Per il secondo, Google prevede di mantenere gli identificatori assegnati al prodotto di partenza, indicare la personalizzazione in titolo e descrizione e impostare is_bundle su yes per indicare il prodotto abbinato al servizio di personalizzazione.
Metti queste tipologie in gruppi distinti prima di modificare i dati. Per esempio, separa i taccuini prodotti nel laboratorio da quelli di un marchio acquistati e poi incisi. La descrizione “con iniziali” non consente di concludere che entrambi siano privi di identificatori.
Controlla anche taglie e colori. Le varianti possono avere GTIN diversi; per gli MPN usa quelli effettivamente attribuiti dal produttore, senza crearne uno nuovo solo perché cambia una taglia. Nel campione di verifica includi sempre almeno due varianti dello stesso modello, confrontando etichetta e scheda esportata.
Correggi l'esportazione e proteggi l'integrità dei codici
Segui il valore dal gestionale fino a Merchant Center. Un codice corretto all'origine può perdersi se il connettore legge un campo diverso, se una regola lo sostituisce con lo SKU o se il foglio di lavoro elimina gli zeri iniziali. Tratta la colonna dei codici in modo da preservarne tutte le cifre e controlla il file realmente inviato.
Lavora prima su un gruppo contenuto: un prodotto di marca con GTIN confermato, un articolo del laboratorio con marca e MPN e un pezzo unico per cui hai verificato l'assenza degli identificatori. È un campione operativo che copre tre percorsi diversi. Non usare un valore esemplificativo come codice reale.
Se il catalogo alimenta le scorte dei negozi, conserva anche la corrispondenza degli ID descritta nella guida a Merchant Center e inventario locale. L'ID dell'offerta collega i flussi del tuo account e ha uno scopo diverso dal GTIN.
Controlla i dati elaborati e risolvi gli altri errori separatamente
Dopo l'invio, apri i prodotti campione in Merchant Center e confronta i valori effettivamente elaborati con la scheda di lavoro. Verifica che il codice corretto sia arrivato, che marca e MPN non siano stati scambiati e che una regola generale non abbia ripristinato la dichiarazione precedente.
Leggi il nuovo esito senza considerare tutti i problemi equivalenti. La correzione degli identificatori non risolve automaticamente immagini rifiutate, prezzi incoerenti o limitazioni dell'account. Segui l'istruzione associata alla segnalazione ancora presente e, quando il percorso lo prevede, richiedi una verifica con gli elementi pertinenti già pronti.
Conserva il riferimento del fornitore e la regola applicata per le nuove importazioni. Se compare una sospensione generale, usa il percorso descritto nella guida a Merchant Center sospeso e richiesta di revisione. La correzione dei dati non garantisce una posizione determinata nei risultati.
Domande frequenti
Un prodotto artigianale può essere inserito senza GTIN?
Sì, se nessun GTIN gli è stato assegnato. Devi comunque verificare gli altri identificatori pertinenti. Chi produce e vende il proprio articolo può usare la propria marca e un MPN coerente; la definizione artigianale non giustifica da sola identifier_exists=no.
Posso mettere lo SKU al posto dell'EAN?
No, uno SKU interno non è un GTIN. Può essere usato come MPN soltanto se rappresenta effettivamente il codice attribuito dal produttore; se sei tu il produttore puoi organizzare i tuoi codici di produzione. Mantieni distinto l'ID dell'offerta.
Quando si usa identifier_exists=no?
Quando hai verificato che il prodotto non dispone degli identificatori previsti per quel caso. Non usarlo perché manca un dato nel foglio, perché il fornitore non ha ancora risposto o per evitare di trasmettere identificatori che esistono.
Devo togliere il GTIN da un prodotto che personalizzo?
Non automaticamente. Per la personalizzazione di un prodotto già identificato, Google prevede gli identificatori del prodotto di partenza e indicazioni specifiche sulla personalizzazione. Un oggetto realizzato interamente su commissione va valutato separatamente.
Se correggo il GTIN il prodotto sarà sicuramente approvato?
La correzione riguarda quel dato. Prezzo, disponibilità, pagina, immagini e altri requisiti rimangono verifiche distinte. Controlla i valori elaborati e le eventuali segnalazioni residue nell'account prima di considerare concluso il lavoro.
Fonti ufficiali e approfondimenti
Consulta le fonti ufficiali per verificare i requisiti e il percorso disponibile per la tua situazione.
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