Indice della guida
Un catalogo già pronto per Google può ridurre il lavoro iniziale, ma resta necessario controllare il risultato in Microsoft. Organizza prima chi aggiorna prodotti, scorte e prezzi: il caricamento iniziale serve poco se le informazioni smettono di seguire il negozio.
Distingui negozio, feed, annunci e schede gratuite
Lo store in Merchant Center identifica il negozio; il feed contiene le offerte e i relativi dati. Le campagne utilizzano quei prodotti secondo impostazioni pubblicitarie proprie. La documentazione Microsoft sui Product ads include l’Italia tra i mercati disponibili per Shopping e annunci di prodotto.
Microsoft descrive anche le Product listings gratuite, soggette a requisiti e approvazione. La disponibilità degli annunci Shopping non dimostra automaticamente quella di tutte le superfici gratuite nello stesso mercato. Prima di basare il progetto sulla visibilità gratuita in Italia, verifica l’opzione effettivamente disponibile nello store e chiedi conferma all’assistenza per il mercato interessato.
Merchant Center non sostituisce l’indicizzazione delle pagine del sito. Per quel lavoro consulta la guida a Bing Webmaster Tools. Tieni separati i risultati del catalogo, quelli delle campagne e le visite organiche.
Prepara accessi e verifica il dominio del negozio
Prima di creare uno store, controlla se ne esiste già uno amministrato dall’azienda o dall’agenzia. Annota account, dominio e responsabile: aprire contenitori duplicati rende più difficile capire quale catalogo viene utilizzato.
La procedura ufficiale di creazione prevede la verifica del dominio, attraverso i metodi disponibili come Bing Webmaster Tools o il tag UET quando soddisfa i requisiti richiesti. Dopo l’inserimento delle informazioni del negozio, controlla lo stato della revisione. Creazione dello store e approvazione sono passaggi distinti.
Usa un nome riconoscibile e coerente con il sito. Verifica che le pagine dei prodotti appartengano al dominio previsto e che chi gestisce il catalogo abbia accessi adeguati. Un cambio di fornitore va accompagnato dalla consegna degli account, non dalla condivisione informale della password personale di un collaboratore.
Scegli una fonte prodotti e un responsabile degli aggiornamenti
Valuta il metodo in base a come nasce il catalogo: esportazione della piattaforma ecommerce, file gestito dal negozio, integrazione tecnica oppure importazione da Google Merchant Center. Preferisci un percorso che chi lavora ogni giorno sul catalogo possa controllare senza ricostruire manualmente tutte le offerte.
Prima dell’attivazione, prepara un elenco delle fonti già presenti e degli identificativi usati per i prodotti. Due sistemi che inviano gli stessi articoli con dati differenti possono rendere gli errori difficili da interpretare. Concorda quale sistema governa prezzo, disponibilità e descrizione.
Parti da un gruppo rappresentativo: un prodotto semplice, una variante, un articolo esaurito e uno scontato. Verificare casi diversi evidenzia problemi che un campione composto soltanto da articoli standard potrebbe nascondere. Estendi poi l’invio quando il confronto con il negozio è coerente.
Controlla i dati che descrivono realmente l’offerta
La documentazione dei dati prodotto Microsoft descrive identificativi, titolo, collegamento, immagine, prezzo e disponibilità. Gli attributi e i relativi obblighi vanno verificati per il metodo di invio, la categoria e il mercato: non basta rinominare le colonne di un file qualunque.
- Identificativo: deve permettere di ritrovare la stessa offerta negli aggiornamenti.
- Titolo: identifica prodotto e variante senza riempirlo di slogan.
- Pagina: porta al prodotto corretto e alla variante pubblicizzata.
- Immagine: rappresenta l’articolo effettivamente acquistabile.
- Prezzo e disponibilità: corrispondono alle condizioni mostrate sul sito.
- Codici prodotto: usa gli identificativi reali disponibili, senza inventare GTIN o codici del produttore.
Per esempio, se vendi una lampada in due dimensioni, controlla che foto, prezzo e destinazione descrivano la stessa dimensione. Un titolo corretto non compensa una pagina che apre una variante diversa.
Importa da Google Merchant Center e leggi il risultato
La procedura Microsoft di importazione da Google Merchant Center consente un’esecuzione singola o programmata. Prima dell’avvio seleziona il negozio corretto, controlla dominio, mercati e lingua e rivedi le opzioni dell’importazione. Importare le offerte è un’operazione distinta dall’importazione delle campagne Google Ads.
Non dare per scontato che ogni articolo presente in Google venga incluso o approvato da Microsoft. Le condizioni del canale, i mercati supportati e gli errori possono cambiare il risultato. Confronta il numero degli articoli attesi con quello degli articoli importati e poi con quello delle offerte approvate.
La documentazione indica che le offerte importate scadono dopo 30 giorni senza rinnovo dell’importazione. Per prezzi e scorte che cambiano spesso serve una frequenza adeguata alla realtà del negozio. Controlla inoltre i parametri dei collegamenti: le visite provenienti da Microsoft non dovrebbero essere etichettate per errore come traffico Google.
Correggi gli errori alla fonte e verifica la pagina
Dopo l’elaborazione leggi gli errori per offerta. Raggruppali per causa: pagina non raggiungibile, immagine errata, prezzo incoerente, dato mancante o problema del negozio. Correggere dieci righe una alla volta può essere inutile se la stessa esportazione le sovrascrive al caricamento successivo.
Per ogni gruppo scegli un articolo, apri la destinazione da visitatore e confrontala con i dati ricevuti da Microsoft. Prova anche il passaggio al carrello: variante, quantità e condizioni di acquisto devono restare comprensibili. Un prodotto approvato non prova che il percorso commerciale funzioni senza ostacoli.
Se l’errore riguarda l’intero store, parti da quello prima dei singoli titoli. Dopo la modifica attendi il nuovo esito e conserva una breve nota sulla causa risolta. Le guide ai disallineamenti di prezzo e disponibilità su Google offrono un confronto utile, ma le procedure di revisione Microsoft vanno seguite nella piattaforma Microsoft.
Avvia la promozione con obiettivi e controlli separati
Quando il catalogo è pronto, definisci quali prodotti promuovere, in quali mercati e con quale budget. Valuta disponibilità, margine e capacità di evasione: inviare tutto il catalogo non significa dover investire allo stesso modo su ogni articolo.
Prima di attivare una campagna, controlla destinazioni, impostazioni geografiche e misurazione degli acquisti. Se importi campagne esistenti, rivedi budget e stato finale invece di presumere che ogni impostazione sia adatta al nuovo canale. Una vendita di prova, identificata correttamente nei sistemi aziendali, aiuta a verificare il percorso.
Nei controlli periodici separa salute del feed, prodotti idonei, visualizzazioni, clic e vendite. Un catalogo aggiornato è il requisito operativo; il rendimento dipende anche dall’offerta e dal sito. Per confrontare gli ordini con i report approfondisci acquisti e ricavi ecommerce in GA4.
Fonti ufficiali e approfondimenti
Consulta la documentazione ufficiale per verificare requisiti e funzioni applicabili al tuo caso.
Domande frequenti
Microsoft Merchant Center è disponibile per vendere in Italia?
Microsoft include l’Italia tra i mercati per campagne Shopping e annunci di prodotto. Per specifiche funzioni, mercati di destinazione e Product listings gratuite verifica le condizioni correnti e le opzioni effettivamente disponibili nel tuo account.
Posso importare il catalogo da Google Merchant Center?
Sì, Microsoft prevede l’importazione delle offerte, anche programmata. Controlla negozio, dominio, mercato, lingua e risultato dell’elaborazione: presenza e approvazione su Google non garantiscono lo stesso esito su Microsoft.
Caricare i prodotti avvia automaticamente la pubblicità a pagamento?
Il catalogo e la campagna sono elementi distinti. Per la pubblicità vanno controllati campagne, budget e stato di attivazione. Se esistono campagne già collegate o importazioni automatiche, verifica anche quelle prima di intervenire sul catalogo.
Un prodotto approvato comparirà sicuramente su Bing?
No. L’approvazione indica l’esito del controllo, non garantisce visualizzazioni, posizione o vendite. Controlla separatamente idoneità, impostazioni del canale e rendimento effettivo.
