Passare da WordPress.com a un hosting scelto da te richiede più del download degli articoli. Prima di partire devi sapere quali contenuti portare, come conservare le funzioni del sito e dove saranno gestiti dominio e posta. Questa guida aiuta a preparare il trasferimento e a controllare che i clienti continuino a raggiungere pagine, immagini e contatti.
Indice della guida
Separa sito, dominio e posta prima di partire
Scrivi tre righe distinte nel piano: dove vivrà il sito, chi rinnoverà il dominio e chi gestirà le caselle email. Possono essere tre fornitori diversi. Installare WordPress sul nuovo hosting non trasferisce automaticamente il nome del dominio né i messaggi della posta aziendale.
Se possiedi già un dominio personalizzato, puoi mantenerlo e cambiare soltanto il collegamento al sito. Spostare anche la registrazione è una decisione separata. La guida WordPress.com al trasferimento del dominio descrive requisiti e passaggi: cancellare il dominio non serve a trasferirlo.
Annota gli accessi disponibili e chi autorizzerà ciascuna operazione. Conserva una lista degli indirizzi delle pagine principali, dei moduli, delle integrazioni e degli abbonamenti attivi. Sarà il riferimento per confrontare il risultato.
Scegli tra esportazione dei contenuti e migrazione completa
La funzione di esportazione WordPress.com crea un file XML con articoli, pagine, commenti e riferimenti ai media. Non contiene da sola il tema, le personalizzazioni, i plugin e tutti i file originali delle immagini. È adatta quando vuoi recuperare i contenuti e ricostruire il sito nella nuova installazione.
Per conservare anche l’impostazione esistente valuta invece una migrazione completa, quando gli strumenti disponibili sul sito lo permettono. WordPress.com documenta l’esportazione dell’intero sito con un plugin. Controlla compatibilità, dimensioni e limiti del metodo scelto con il nuovo hosting.
Chiedi al fornitore un elenco di ciò che sarà trasferito e di ciò che dovrà essere riconfigurato. “Migrazione inclusa” non chiarisce, da sola, il destino di licenze, newsletter, statistiche o servizi esterni.
Prepara una destinazione di prova e una copia recuperabile
Fai installare WordPress sul nuovo spazio e concorda come controllarlo prima che riceva il traffico pubblico. La copia di prova deve essere accessibile a chi verifica il lavoro, senza diventare una seconda versione pubblica del sito. Prepara anche il ripristino della destinazione prima di importare dati.
Conserva i file esportati fuori dal sito e annota quando sono stati prodotti. Per un’attività che riceve ordini o prenotazioni, stabilisci con il tecnico come gestire le nuove registrazioni durante il passaggio: una copia precedente potrebbe non contenerle.
Se il nuovo hosting richiede interventi sul sito esistente, chiarisci prima ambito e momento. La guida al backup del sito aziendale aiuta a distinguere un file scaricato da una copia effettivamente utilizzabile.
Importa i contenuti e verifica davvero le immagini
Per l’XML, nella nuova installazione usa Strumenti → Importa → WordPress, installa l’importatore se richiesto, seleziona il file e associa gli autori. La procedura WordPress prevede l’opzione per scaricare e importare gli allegati. Se l’operazione fallisce, controlla ciò che è già entrato prima di ripeterla: possono nascere duplicati.
Durante il recupero dei media, mantieni il sito di origine accessibile secondo le istruzioni di esportazione. Non renderlo privato o eliminarlo mentre la copia delle immagini è ancora in corso. Puoi conservare separatamente anche l’archivio della libreria multimediale; quel download non sostituisce la migrazione delle pagine.
Apri articoli vecchi, gallerie e PDF. Controlla che i file siano disponibili sul nuovo sito e non compaiano soltanto perché vengono ancora letti dal vecchio indirizzo. Confronta la libreria e verifica le eventuali differenze.
Controlla grafica, moduli e funzioni che non viaggiano da sole
Con l’importazione dei contenuti dovrai configurare il tema e rivedere menu, homepage e impaginazione. Con una copia completa resta comunque necessario verificare licenze, collegamenti esterni e componenti disponibili nel nuovo ambiente. Un blocco presente nell’editor può dipendere da una funzione che non è più attiva.
- Apri homepage, servizi e contatti su computer e smartphone.
- Prova menu, ricerca, download e collegamenti interni.
- Invia una richiesta dal modulo e verifica che arrivi al destinatario.
- Controlla prenotazioni, acquisti e accessi riservati, se presenti.
- Verifica strumenti di misurazione e servizi collegati.
Concorda chi prenderà in carico aggiornamenti, copie di sicurezza e assistenza sul nuovo hosting. Se cambi anche grafica, registra separatamente le modifiche: sarà più facile capire l’origine di un problema.
Collega il dominio senza interrompere la posta
Dopo i test, prepara il collegamento del dominio al nuovo hosting usando le indicazioni del provider. Cambiare i name server sposta la gestione dei record DNS: questi dati possono riguardare anche email e altri servizi. WordPress.com raccomanda di preparare i record necessari prima del cambio.
Fai conservare i record della posta e delle verifiche dei servizi, senza sostituirli con impostazioni generiche. Se resta lo stesso fornitore email, controlla invio e ricezione dopo il passaggio. Se cambi anche la posta, organizza una migrazione delle caselle e dei messaggi distinta.
Prova il dominio definitivo con HTTPS e verifica quali copie stanno ricevendo le nuove richieste. Il passaggio non va considerato concluso soltanto perché la homepage appare corretta sul computer del tecnico.
Gestisci il vecchio indirizzo e i percorsi delle pagine
Se mantieni dominio e percorsi, punta a ritrovare ogni pagina allo stesso indirizzo. Se passi da nome.wordpress.com a un dominio diverso, devi invece gestire chi arriva dai vecchi collegamenti. WordPress.com offre Site Redirect per l’indirizzo .wordpress.com: è un servizio distinto dal cambio DNS e non è disponibile nei siti con plugin installati o funzioni hosting attivate. Verifica il percorso applicabile prima di disattivare il vecchio piano.
La documentazione richiede che i percorsi di destinazione corrispondano a quelli precedenti. Prova quindi alcuni vecchi articoli, non soltanto l’indirizzo iniziale. Se i percorsi cambiano, prepara una corrispondenza pagina per pagina con chi gestisce i reindirizzamenti.
Google raccomanda di pianificare gli URL e monitorare la migrazione. Evita di mandare ogni vecchio contenuto alla homepage: chi cerca un servizio specifico deve raggiungere la pagina pertinente.
Chiudi il trasferimento solo dopo i controlli pubblici
Conserva un verbale semplice: cosa è stato spostato, verifiche eseguite, problemi residui e persona responsabile. Controlla le pagine principali, i media, i messaggi dei moduli e gli eventuali ordini successivi alla copia.
Rivedi sitemap, indicizzabilità e collegamenti pubblici; se l’indirizzo cambia, aggiorna anche quello della scheda Google. Monitora gli errori sulle vecchie pagine. Per coordinare questi passaggi consulta la guida a cambio dominio, sito e scheda Google.
Infine esamina ogni abbonamento precedente: dominio, posta, redirect o servizi ancora usati potrebbero dover restare attivi. Una lista verificata evita che la disdetta del piano sbagliato interrompa un trasferimento appena riuscito.
Domande frequenti
Devo comprare un nuovo dominio per lasciare WordPress.com?
No. Puoi mantenere il dominio personalizzato e collegarlo al nuovo hosting. Se vuoi cambiare anche il fornitore che lo registra e rinnova, organizza quel trasferimento separatamente.
Il file XML contiene una copia completa del sito?
No. Contiene i contenuti esportati e riferimenti ai media, ma non una copia completa di grafica, plugin e file. Scegli il metodo in base agli elementi che devi conservare.
Posso eliminare subito il vecchio sito dopo l’esportazione?
Aspetta la verifica dell’importazione, dei file e dei vecchi collegamenti. Il nuovo sito può avere bisogno dell’origine per recuperare i media; potrebbero inoltre restare attivi dominio, posta o reindirizzamenti.
La migrazione garantisce di conservare tutte le posizioni su Google?
Non è possibile garantirlo. Prepara indirizzi, reindirizzamenti e controlli di indicizzazione, quindi monitora il risultato. Un trasferimento tecnico riuscito non elimina ogni possibile variazione nella ricerca.
Fonti ufficiali e approfondimenti
- WordPress.com: esportare i contenuti
- WordPress.com: esportare il sito completo con un plugin
- WordPress.com: esportare la libreria multimediale
- WordPress: importare contenuti e allegati
- WordPress.com: cambiare name server e conservare i servizi email
- WordPress.com: trasferire la registrazione del dominio
- WordPress.com: reindirizzare il vecchio indirizzo del sito
- Google Search Central: migrazioni con cambio di URL
