Il report per canale mostra come si distribuiscono costi e risultati di Performance Max. Impara a leggerlo insieme agli obiettivi della campagna e alla qualità delle richieste ricevute.
Un percorso per riconoscere che cosa misurano le diverse viste, interpretare cambiamenti e preparare interventi motivati.
Indice della guida
Vedere una grande quantità di impressioni su YouTube non basta per sapere quanto hai speso lì, né se quei contatti hanno valore. Per discutere i risultati con chi gestisce la pubblicità servono domande precise: quale dato stai leggendo, a quale periodo appartiene e che cosa rappresenta per la tua attività.
Apri il report e definisci il confronto
In Google Ads entra in Campagne → Approfondimenti e report → Rendimento del canale. La guida ufficiale al report descrive riepilogo, grafici e tabella. Controlla di avere selezionato la campagna corretta e imposta l’intervallo di analisi; puoi scaricare la tabella per conservare il confronto.
Annota nome della campagna, periodo, filtri e obiettivo commerciale. Per un’impresa che vende dopo un sopralluogo, “richiesta inviata” e “lavoro confermato” sono passaggi diversi. Decidi quale stai valutando prima di confrontare i numeri. Se stai esaminando una promozione, separa la sua durata dai giorni in cui non era attiva.
Distingui canali, formati e posizionamenti
I canali di Performance Max comprendono Ricerca, Maps, YouTube, Discover, Gmail, Rete Display e Partner di ricerca. Il canale descrive la superficie di pubblicazione; il formato descrive l’annuncio. YouTube, per esempio, può ospitare contenuti video e non video. Il filtro sugli annunci che usano dati di prodotto non coincide con un canale separato chiamato Shopping.
Il report dei posizionamenti serve invece a esaminare i contesti nei quali sono apparse esposizioni. Non ricavare una percentuale di costo dalla sola quota di impressioni su app o siti. Per quel problema consulta la guida agli annunci su posizionamenti poco pertinenti. Scrivi sempre quale vista ha prodotto il dato che stai discutendo.
Confronta costi e risultati coerenti
Nella tabella affianca costo, conversioni e valore delle conversioni, mantenendo gli stessi filtri. La vista “Conversioni” riguarda gli obiettivi di ottimizzazione della campagna; “Risultati” può comprendere anche altri obiettivi dell’account. Controlla quindi le azioni incluse prima di confrontare due esportazioni.
I costi di Performance Max dipendono anche dal formato e dall’inventario: non tutti gli addebiti hanno la stessa base. Una graduatoria costruita soltanto sul costo per clic può dunque nascondere differenze importanti. Per i servizi locali, affianca alla pubblicità un registro dei contatti qualificati, dei preventivi e degli incarichi; per il negozio, verifica quali acquisti e valori stai contando.
Un esempio: dal costo ai contatti utili
Esempio con numeri interamente ipotetici. Una campagna registra 1.000 euro di costo: 600 sulla Ricerca, 250 su YouTube e 150 sugli altri canali. Le richieste attribuite sono rispettivamente 12, 10 e 3. Dividendo costo per richieste, ottieni 50, 25 e 50 euro: questo confronto riguarda l’invio del modulo, non ancora il cliente acquisito.
La segreteria verifica poi che solo 8, 2 e 1 richieste, negli stessi gruppi osservati, riguardano servizi realmente offerti. In questo esempio semplificato il costo per richiesta qualificata diventa 75, 125 e 150 euro. Il canale con il modulo meno costoso non è quello con il contatto qualificato meno costoso.
Il calcolo è utile soltanto se riesci a collegare correttamente gli esiti alle richieste: non assegnare manualmente ai canali vendite non tracciate. Conserva anche i casi senza attribuzione. La guida sulle conversioni offline dal preventivo al cliente approfondisce quel collegamento.
Individua quando cambia la distribuzione
La vista dell’andamento nel tempo permette di osservare le variazioni dei canali e di esaminare più metriche sullo stesso canale. Richiede una cronologia sufficiente: una campagna appena avviata non offre necessariamente una tendenza leggibile.
Segna sul tuo riepilogo quando hai cambiato materiali, obiettivi, budget o pagine di destinazione. Se un calo inizia nello stesso momento, hai un’ipotesi da verificare, non una causa già dimostrata. Confronta anche apertura dell’attività, disponibilità del servizio e funzionamento del modulo. Evita di sommare molti interventi prima di avere capito quale problema vuoi correggere.
Usa la diagnostica per scegliere i controlli
Se un canale serve poco, controlla prima stato e segnalazioni. La diagnostica del rendimento aiuta a riconoscere limitazioni, materiali insufficienti e problemi del catalogo. Se non risultano blocchi, la distribuzione può dipendere dalle previsioni del sistema rispetto agli obiettivi della campagna.
Trasforma ogni segnalazione in un’attività concreta: verificare un prodotto rifiutato, completare un materiale o controllare la conversione usata per le offerte. Chiedi chi se ne occupa e quale prova confermerà la soluzione. Un canale idoneo non garantisce una quota minima di spesa; correggere un avviso non equivale a promettere una precisa distribuzione futura.
Chiudi l’analisi con una decisione verificabile
Il report analizza i risultati. Quando disponibili nelle impostazioni, i controlli di priorità e allocazione riguardano i gruppi Canali Google, Partner di ricerca e Rete Display. Le allocazioni facoltative per gruppi a priorità bassa sono limiti “best effort”, che Google cerca di rispettare senza garantirli. Ricerca e YouTube appartengono allo stesso gruppo Canali Google: questi controlli non consentono di assegnare il 70% alla sola Ricerca. Verifica disponibilità e condizioni nell’account.
Conserva un riepilogo con problema, evidenza, intervento e risultato atteso. Per esempio: “Molte richieste fuori servizio; verificare testi e destinazione, poi confrontare la quota di contatti pertinenti”. Se l’esigenza è una struttura pubblicitaria diversa, valuta il confronto tra campagne Ricerca e Performance Max. Il report è utile quando conduce a verifiche precise, non a una classifica definitiva dei canali.
Domande frequenti
Posso assegnare il 70% del budget alla Ricerca dal report?
No. In Performance Max, Ricerca e YouTube sono raggruppati nei Canali Google. Gli eventuali controlli nelle impostazioni riguardano gruppi di canali e allocazioni “best effort”, non una percentuale garantita alla sola Ricerca.
YouTube nel report significa che sono stati mostrati soltanto video?
No. Il canale indica dove viene pubblicato l’annuncio. Su YouTube possono essere presenti anche formati diversi dal video; usa i filtri di formato per approfondire.
Un canale senza conversioni va escluso subito?
Prima controlla periodo, obiettivi, qualità della misurazione e diagnostica. Valuta anche l’andamento complessivo della campagna: poche osservazioni non bastano per stabilire che un canale sia sempre inutile.
Il report dei posizionamenti mostra tutta la spesa per canale?
No. Posizionamenti e rendimento per canale rispondono a domande diverse. Usa il primo per controllare i contesti di pubblicazione e il secondo per analizzare costi e risultati della campagna.
Fonti ufficiali e approfondimenti
- Google Ads: report del rendimento per canale di Performance Max
- Google Ads: definizione dei canali e dei formati
- Google Ads: diagnosticare il rendimento dei canali
- Google Ads: andamento del rendimento per canale nel tempo
- Google Ads: costi e distribuzione del budget in Performance Max
- Google Ads: priorità dei canali e allocazione del budget
