Un cliente ti chiede informazioni su un ordine che non hai mai ricevuto.
Il collegamento che ti mostra apre un sito con il tuo nome e le tue foto, ma con un indirizzo web diverso. Prima di parlare di sito clonato, verifica chi gestisce quella pagina e che cosa dichiara: una copia dei contenuti, un rivenditore e un sito che finge di essere la tua azienda richiedono interventi differenti. Questa guida aiuta a organizzare i controlli e le segnalazioni quando un dominio esterno imita l’attività.
Indice della guida
Distingui il sito falso da contenuti copiati e accessi violati
Parti da ciò che il sito afferma di essere. Usa il tuo nome come propria identità? Mostra i tuoi recapiti insieme a un numero diverso per acquistare? Chiede pagamenti fingendo di rappresentare l’impresa? Questi elementi sono più significativi della sola somiglianza grafica. Un rivenditore autorizzato o un’azienda omonima non diventano automaticamente un sito fraudolento.
Se trovi soltanto fotografie o testi ripresi, consulta la guida sui contenuti del sito copiati da altri. Se invece è il tuo indirizzo abituale a mostrare pagine sconosciute o reindirizzamenti, segui il percorso per un sito compromesso. Nel caso trattato qui, il dominio autentico può funzionare regolarmente mentre un altro sito ne imita l’identità.
Controlla l’indirizzo completo e i recapiti usati
Leggi l’indirizzo nella barra del browser, senza basarti sul logo o sul titolo mostrato nei risultati. Annota estensione, lettere aggiunte e parole separate da trattini. Anche un nome aziendale dentro il percorso della pagina o in un sottodominio può creare confusione: non dimostra chi controlli il dominio principale.
Confronta telefono, email, denominazione e destinazione dei moduli con i tuoi canali ufficiali. Il lucchetto o la connessione HTTPS indicano una connessione cifrata, non l’autenticità dell’azienda. Non inviare credenziali, codici o pagamenti per verificare se il sito funziona; non scaricare allegati proposti dalla pagina sospetta.
Coinvolgi chi gestisce il sito autentico per escludere un vecchio dominio aziendale, una campagna autorizzata o una copia di prova dimenticata. La conferma interna evita segnalazioni contro risorse che appartengono alla stessa impresa.
Prepara un riepilogo con elementi verificabili
Organizza una cartella riservata e un elenco semplice. Per ogni episodio registra come è stato scoperto e quale comportamento è stato osservato. Una schermata della homepage senza indirizzo non basta a identificare la pagina da esaminare.
- Dominio ufficiale e URL completo di ciascuna pagina sospetta.
- Schermate con barra dell’indirizzo, nome utilizzato e recapiti mostrati.
- Data e ora della rilevazione, per ricostruire eventuali cambiamenti.
- Testo essenziale della falsa presentazione o dell’offerta.
- Origine della visita: risultato di ricerca, annuncio, messaggio o profilo social.
Conserva separatamente le comunicazioni dei clienti, proteggendo dati personali e informazioni di pagamento. Nelle segnalazioni inserisci soltanto ciò che il canale richiede. Non pubblicare l’intero dossier sul sito o sui social.
Scegli il canale in base al comportamento del sito
Le segnalazioni hanno destinatari e scopi diversi. Individua il problema concreto prima di compilare un modulo.
- Pagina ingannevole nella Ricerca Google: usa il percorso sulla qualità della ricerca, descrivendo in che modo il sito si presenta falsamente come l’attività.
- Pagina che imita un servizio per sottrarre dati: valuta la segnalazione di phishing a Google Safe Browsing.
- Dominio usato per abusi: individua il contatto competente del registrar e, se identificabile, del fornitore che ospita il contenuto.
- Fotografie, testi o marchi utilizzati senza autorizzazione: verifica il percorso relativo ai diritti interessati, con chi può rappresentarne il titolare.
Un sito può presentare più problemi, ma ogni richiesta deve descrivere quello pertinente al destinatario. Non usare una segnalazione copyright come scorciatoia per qualsiasi controversia commerciale.
Segnala a Google la pagina o il tentativo di phishing
La segnalazione sulla qualità della Ricerca comprende i casi di siti che si spacciano per altri. Indica l’URL sospetto e spiega la discrepanza osservata, distinguendolo chiaramente dal sito autentico. Google usa queste informazioni per i propri controlli; l’invio non garantisce una rimozione né una risposta individuale.
Per un tentativo di sottrarre informazioni personali tramite una pagina imitata, il percorso è la segnalazione di phishing. Il semplice riuso di un logo non prova, da solo, questo comportamento.
Leggi le indicazioni del modulo sui dati da inviare. Google chiede di non includere informazioni personali nella segnalazione spam sulla Ricerca; prepara quindi una descrizione tecnica essenziale. Non usare lo strumento Rimozioni della tua Search Console per tentare di controllare un dominio altrui.
Individua il contatto per gli abusi del dominio
Il registrar gestisce la registrazione del dominio; il provider di hosting ospita il sito. Possono essere soggetti diversi. Per molti domini puoi partire da ICANN Lookup per individuare il registrar e cercare sul suo sito ufficiale il contatto per gli abusi. I dati pubblici possono essere limitati e non identificare la persona responsabile.
Prepara una richiesta con dominio, pagine precise e comportamento documentato. Distingui il problema osservato da ciò che non puoi verificare. Il registrar non è automaticamente il gestore dei contenuti e le sue competenze dipendono dal tipo di abuso e dal dominio. Per le estensioni nazionali può essere necessario consultare il registro competente.
Conserva il riferimento assegnato alla richiesta e rispondi alle domande attraverso il canale ufficiale. Non inviare la documentazione riservata ai contatti pubblicati nel sito sospetto.
Aiuta i clienti a riconoscere i canali autentici
Controlla che sito, scheda Google e profili social ufficiali rimandino allo stesso dominio e ai recapiti corretti. Se serve un avviso, pubblicalo sui canali che controlli con una formulazione concreta: indica dove verificare ordini e richieste, senza attribuire responsabilità a persone non identificate.
Esempio di avviso da adattare: «Per verificare un ordine o una richiesta di pagamento, utilizza il numero e l’indirizzo email nella pagina Contatti del nostro sito ufficiale. Abbiamo ricevuto segnalazioni relative a un sito esterno che usa il nostro nome».
Evita collegamenti cliccabili verso la pagina sospetta negli avvisi pubblici. Se la copia comprende anche account social, consulta la guida ai profili falsi su Facebook e Instagram. Mantieni accessibile un recapito presidiato per le verifiche dei clienti.
Segui gli esiti e separa la protezione dal ripristino
Per ogni canale annota richiesta inviata, riferimento e risposta. Controlla separatamente se il dominio è ancora raggiungibile, se compare nei risultati e se continuano le segnalazioni dei clienti: la scomparsa da una ricerca non dimostra che il sito sia stato chiuso.
Esempio ipotetico: un laboratorio scopre una copia del proprio catalogo che chiede acconti su un recapito estraneo. Il sito autentico è integro. L’impresa documenta le pagine, informa i clienti sui contatti corretti e invia segnalazioni pertinenti; non cancella il proprio catalogo e non cambia dominio soltanto perché ne esiste una copia.
Se emergono accessi non autorizzati alle risorse vere, avvia anche le verifiche di sicurezza con chi le gestisce. In presenza di pagamenti o dati sottratti, conserva gli elementi utili e coinvolgi tempestivamente i fornitori e le autorità competenti. La guida organizza i controlli tecnici; eventuali iniziative a tutela dei diritti vanno valutate sul caso concreto.
Domande frequenti
Un sito copiato significa che il mio sito è stato violato?
Non necessariamente. Una copia può usare materiali pubblici su un dominio esterno. Verifica separatamente accessi, file e reindirizzamenti del sito autentico.
Il lucchetto HTTPS dimostra che il sito è sicuro?
No. Indica che la connessione è cifrata, ma non dimostra che chi gestisce il sito rappresenti davvero la tua attività.
Segnalare il sito a Google ne provoca la chiusura?
No. Gli interventi sui risultati di ricerca e gli avvisi di sicurezza sono distinti dalla disattivazione del dominio o dei contenuti ospitati.
Posso rimuovere il sito falso dalla mia Search Console?
Lo strumento Rimozioni della tua proprietà non permette di intervenire su un dominio altrui. Individua il canale di segnalazione pertinente al problema osservato.
Devo cambiare il dominio della mia azienda?
La presenza di una copia non rende necessario cambiare dominio. Prima verifica che il sito autentico sia integro e rendi chiari ai clienti i recapiti ufficiali.
