Siti multilingue

Google mostra il sito nella lingua sbagliata: controllare le versioni italiana e straniere

Per capire perché Google propone una lingua inattesa, confronta il risultato, la pagina raggiunta e le versioni effettivamente disponibili: una traduzione visibile nel browser non è sempre una pagina autonoma.

Reception di una struttura turistica con un tablet e materiali informativi in più lingue
Le diverse versioni del sito devono permettere al visitatore di comprendere l’offerta e scegliere la lingua adatta.
Indice della guida

Un hotel italiano cerca il proprio servizio e vede il risultato in inglese. Un produttore ha tradotto il catalogo, ma dall’estero compaiono soltanto le pagine italiane. Il problema può riguardare la lingua scelta da Google, una versione non indicizzata oppure il comportamento del sito dopo il clic.

Il percorso seguente serve a separare questi casi. Per le informazioni rivolte ai clienti stranieri nella scheda Maps consulta anche la guida su Google Maps e le lingue: le versioni del sito richiedono verifiche specifiche.

Distingui il risultato in un’altra lingua dal reindirizzamento del sito

Annota la ricerca effettuata, la lingua desiderata e l’indirizzo del risultato. Apri il collegamento e osserva se l’URL cambia prima di visualizzare la pagina. Se il risultato è italiano ma il sito ti sposta su una versione inglese, il primo controllo riguarda quel passaggio.

Verifica anche se il browser sta traducendo automaticamente la pagina. La traduzione mostrata sul tuo schermo non dimostra che sul sito esista una pagina pubblicata in quella lingua. Controlla il selettore delle lingue e copia gli indirizzi delle versioni disponibili.

Esempio: la pagina «Camere» ha un titolo italiano nel risultato, ma aprendola si arriva a «Rooms». Consegna al tecnico sia l’indirizzo iniziale sia quello finale. Se invece il risultato punta già a «Rooms», occorre verificare anche come le due pagine sono descritte e collegate per Google.

Prepara una mappa delle pagine equivalenti

Scegli un campione utile: homepage, un servizio, una pagina prodotto e contatti. Per ciascuna scrivi l’URL italiano, quello inglese e le eventuali altre traduzioni. Accanto indica cosa la pagina offre e a quale pubblico si rivolge.

Google consiglia URL distinti per le versioni linguistiche. Per esempio, una pagina italiana dei trasferimenti aeroportuali e la sua traduzione possono avere percorsi dedicati. Il nome della cartella aiuta a organizzare il sito, ma non sostituisce il contenuto tradotto.

Segna le traduzioni mancanti senza inventare equivalenze. Se una scheda prodotto esiste solo in italiano, non considerare la homepage inglese la sua traduzione. Questa mappa serve anche a chi aggiorna l’offerta: quando cambia un servizio, rende visibili le versioni da rivedere insieme.

Controlla la lingua effettiva di testo e navigazione

Apri ogni URL del campione e leggi titolo, intestazioni, descrizione del servizio, pulsanti e messaggi del modulo. Una bandierina inglese sopra un testo quasi interamente italiano non costituisce una traduzione completa. Controlla soprattutto le pagine aggiunte dopo l’installazione del sistema multilingue.

Google dichiara di riconoscere la lingua dai contenuti visibili, non dal solo attributo lang. Mantieni comunque corretto quell’attributo per gli strumenti che lo utilizzano, ma non considerarlo la soluzione a una pagina scritta nella lingua errata.

Esempio: una pagina rivolta a visitatori inglesi presenta un’introduzione tradotta e poi copia condizioni, servizi inclusi e form dall’italiano. Prima di intervenire sui tag, completa la versione in modo che il visitatore possa capire l’offerta e inviare una richiesta. Verifica anche che email di conferma e documenti collegati siano comprensibili al pubblico previsto.

Verifica i collegamenti hreflang tra vere traduzioni

Le annotazioni hreflang segnalano le varianti linguistiche o regionali di una pagina. Chiedi al tecnico di controllare l’insieme delle pagine equivalenti, non un solo tag isolato. I riferimenti devono comprendere la pagina stessa e i collegamenti di ritorno fra le versioni.

Per l’italiano si usa it, per l’inglese en; una regione va aggiunta quando rappresenta davvero una variante destinata a quel mercato. Una versione inglese per tutti i clienti esteri non richiede automaticamente un paese specifico. Il valore x-default può indicare una pagina di riserva per le lingue senza corrispondenza.

Confronta gli indirizzi dichiarati con la mappa preparata: una traduzione deve richiamare la sua equivalente, non una pagina estranea. Controlla che il sistema non generi tag verso URL eliminati o verso tutte le homepage indistintamente. hreflang non traduce i contenuti e non sostituisce l’indicizzazione delle pagine.

Esamina canonical, noindex e versioni non indicizzate

Una pagina inglese può essere raggiungibile dal menu ma avere ancora un’impostazione che ne esclude l’indicizzazione. Controlla separatamente i blocchi e l’URL canonico: se tutte le traduzioni dichiarano come canonica la versione italiana, occorre verificare perché il sito sta fornendo quel segnale.

Le indicazioni Google sugli URL canonici raccomandano, quando si usa hreflang, una canonica nella stessa lingua o la migliore alternativa disponibile. Le traduzioni sostanziali non vanno trattate automaticamente come copie da far scomparire a favore di un’unica lingua.

In Controllo URL esamina le versioni interessate e confronta la canonica dichiarata con quella scelta da Google. Se emerge un’esclusione, affronta quella causa: sono disponibili approfondimenti su canonica diversa e tag noindex. Correggere hreflang da solo non rimuove un blocco di indicizzazione.

Prova il selettore di lingua e i reindirizzamenti automatici

Apri direttamente gli URL delle lingue senza passare dalla homepage e prova il selettore. Chi visita una pagina di servizio dovrebbe poter raggiungere la traduzione corrispondente senza ricominciare la navigazione. Verifica anche che la scelta non venga annullata dal sito al clic successivo.

Google segnala che le pagine adattate alle impostazioni internazionali possono non essere tutte scansionate quando lo stesso URL cambia contenuto in base alla posizione o alla lingua percepita. Un reindirizzamento obbligatorio può inoltre impedire l’accesso alla versione desiderata.

Esempio: un italiano in viaggio apre la pagina italiana, ma viene spostato sul sito inglese perché si trova all’estero. Una proposta di cambio lingua con scelta esplicita può essere più gestibile di uno spostamento obbligatorio. Fai collaudare la soluzione sia per i visitatori sia per l’accesso diretto ai contenuti.

Verifica le correzioni su un gruppo di pagine

Prima di estendere una modifica a tutto il sito, prova il gruppo di pagine scelto: contenuto tradotto, indirizzi funzionanti, selettore coerente e dichiarazioni tecniche corrette. Annota quali componenti generano i tag, per evitare che un successivo aggiornamento del tema ripristini i valori sbagliati.

Controlla poi che le versioni pubblicabili siano raggiungibili dai collegamenti del sito e presenti nella sitemap prevista per quelle pagine. Per URL modificati puoi richiedere una nuova scansione; non è una garanzia sui tempi o sulla lingua di ogni risultato.

Valuta l’esito con più segnali: pagine indicizzate, ricerche che ricevono impressioni e contatti nella lingua desiderata. Una singola ricerca dal computer del titolare non descrive tutte le esperienze degli utenti. Se l’anomalia resta, consegna al tecnico il campione iniziale e le prove successive, così il confronto rimane verificabile.

Fonti ufficiali e approfondimenti

Per verificare requisiti e procedure, consulta la documentazione ufficiale relativa al tuo caso.

Domande frequenti

Basta inserire hreflang per far comparire la lingua corretta?

No. Servono versioni accessibili, contenuti coerenti e segnali tecnici corretti. Hreflang descrive il rapporto tra varianti, ma non traduce le pagine, non elimina un noindex e non garantisce una scelta per ogni ricerca.

Posso usare la homepage inglese come alternativa di tutte le pagine italiane?

Le annotazioni devono collegare pagine equivalenti. Una homepage non è normalmente la traduzione di ogni servizio o prodotto: prepara le versioni corrispondenti e verifica i collegamenti fra loro.

Devo acquistare un dominio diverso per ogni lingua?

Non necessariamente. Puoi organizzare versioni linguistiche con URL distinti anche nello stesso dominio. La scelta dipende dalla struttura del sito e dai mercati serviti, e non va cambiata prima di aver diagnosticato il problema.

Perché il sito cambia lingua dopo che apro il risultato?

Potrebbe intervenire un reindirizzamento del sito, una preferenza salvata oppure la traduzione del browser. Confronta l’URL del risultato con quello finale e prova l’apertura diretta della versione desiderata.

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