Indice della guida
Due prodotti venduti allo stesso prezzo possono avere costi, resi e stagionalità diversi. Se vengono letti soltanto come parte dello stesso catalogo, queste differenze rischiano di perdersi. La guida propone un metodo per creare una classificazione semplice, mantenerla nel tempo e controllare il suo effetto sulle campagne. Gli esempi di nomi e fasce sono convenzioni di lavoro da adattare al negozio, non soglie economiche prescritte da Google.
Chiarisci a cosa servono le etichette personalizzate
Le etichette personalizzate consentono di raggruppare prodotti secondo criteri scelti dal commerciante. Puoi usarle nell’organizzazione e nella lettura delle campagne Shopping e Performance Max; le informazioni non sono mostrate direttamente ai clienti negli annunci.
Considerale una classificazione interna per decidere quali insiemi analizzare o selezionare. Non sono categorie pubbliche del negozio né un segnale diretto di posizionamento. Scrivere “alta priorità” non istruisce da solo Google ad aumentare la presenza dell’articolo. Se il problema è la classificazione merceologica, consulta invece la guida alla categoria prodotto in Merchant Center. Prima di compilare un campo, descrivi cosa cambierà nelle tue decisioni grazie a quel gruppo.
Rispetta i limiti e assegna un significato a ogni campo
La specifica degli attributi prevede cinque campi facoltativi, da custom_label_0 a custom_label_4. Ogni prodotto può avere un solo valore per ciascun campo. Il valore deve contenere da 1 a 100 caratteri; il limite è di 1000 valori distinti per attributo nell’intero account.
Prepara un piccolo dizionario. Per esempio, custom_label_0 può rappresentare una fascia di margine e custom_label_1 la stagione commerciale. Se un attributo descrive la stagione, non riutilizzarlo per la marca su un’altra linea di prodotti. Scegli nomi brevi e coerenti, evitando codici unici per ogni articolo: renderebbero difficile raggruppare il catalogo e sprecherebbero valori senza aiutare la decisione.
Costruisci fasce di margine da costi verificabili
Prima di usare valori come “margine alto”, concorda con chi segue i conti che cosa entra nel calcolo. Prezzo di acquisto, sconti, confezionamento e costi di gestione possono cambiare la lettura commerciale. La fascia ha senso se articoli diversi vengono valutati con lo stesso criterio e se qualcuno mantiene i dati.
Esempio di metodo: il negozio definisce tre fasce interne e un valore “da verificare” per i prodotti privi di costi attendibili. Le soglie vengono stabilite dall’azienda, senza copiarle da un altro ecommerce. Un articolo con prezzo elevato non appartiene automaticamente alla fascia più redditizia. Controlla anche varianti e confezioni: un prezzo o un costo ereditato dal prodotto principale può non rappresentare la singola offerta inviata a Merchant Center.
Separa la stagione dalle promozioni e dalla disponibilità
La stagionalità descrive il periodo commerciale scelto per l’analisi. Una linea da campeggio e una collezione di sciarpe potrebbero richiedere calendari differenti. Definisci chi cambia i valori e quale criterio applica agli articoli venduti tutto l’anno, evitando di riscrivere a mano centinaia di righe a ogni passaggio.
Per una promozione temporanea puoi dedicare un altro campo alla classificazione commerciale, se serve. Il valore “promozione” non comunica però il prezzo scontato al cliente e non sostituisce gli attributi previsti per prezzi o promozioni. Usa la guida al prezzo barrato e sconto per quel problema. Allo stesso modo, un’etichetta “in magazzino” non sostituisce la disponibilità corretta nei dati prodotto e sul sito.
Invia i valori dalla fonte che governa il catalogo
Individua dove vengono prodotti i dati: gestionale, piattaforma ecommerce, file o altra origine. Scegli un punto di manutenzione chiaro. Una correzione manuale isolata può essere sovrascritta dal successivo invio se il connettore continua a trasmettere un valore diverso.
Quando appropriate, le regole degli attributi possono trasformare dati già disponibili; la funzione richiede il componente aggiuntivo di gestione avanzata dell’origine dati. Verifica le condizioni prima di applicarle e usa l’anteprima delle regole. Un criterio basato sulla sola parola “estate” potrebbe includere il titolo di un libro insieme ai prodotti stagionali. Confronta un articolo ordinario, una variante e un caso limite.
Controlla l’uso nelle campagne e i prodotti esclusi
Dopo l’elaborazione apri gli articoli campione in Merchant Center e confronta i valori ricevuti. Poi verifica la selezione pubblicitaria: Shopping usa gruppi di prodotti, mentre Performance Max utilizza gruppi di schede per selezionare gli articoli del gruppo di asset.
Un’etichetta modificata nell’origine non riscrive automaticamente la struttura dei gruppi che avevi creato. Controlla soprattutto i valori nuovi, gli articoli senza etichetta e il gruppo residuo. Se “estate” diventa “stagione calda” ma la selezione comprende soltanto il vecchio valore, alcuni prodotti potrebbero restare fuori. Confronta gli ID effettivamente inclusi con l’elenco desiderato, senza limitarti a osservare che la campagna risulta attiva.
Valuta il risultato e mantieni leggibile la classificazione
Conserva il dizionario insieme al referente che mantiene ogni campo. Prima di cambiare il significato di un’etichetta, controlla campagne e report che la utilizzano. Annota il momento del cambio nel registro interno di lavoro, così da interpretare confronti tra periodi con classificazioni diverse.
- Controlla spesa e risultati degli insiemi scelti con dati confrontabili.
- Verifica che gli acquisti misurati rappresentino correttamente le vendite.
- Considera resi, promozioni e disponibilità nella lettura commerciale.
- Rivedi i gruppi troppo piccoli per sostenere decisioni affidabili.
Per anomalie nei dati del catalogo consulta i prodotti non aggiornati; per la misurazione leggi acquisti e ricavi in GA4. Una classificazione utile deve aiutare a spiegare una scelta, non moltiplicare etichette senza uno scopo.
Fonti ufficiali e approfondimenti
Per verificare requisiti e procedure, consulta la documentazione ufficiale relativa al tuo caso.
Domande frequenti
Posso inserire più valori nello stesso custom_label?
Per ogni prodotto è previsto un solo valore per ciascuno dei cinque attributi. Se devi rappresentare due criteri diversi, come margine e stagione, assegna loro campi distinti e mantieni un significato coerente.
Il cliente vede le etichette personalizzate negli annunci?
Google le utilizza per l’organizzazione interna delle campagne e non le mostra direttamente ai clienti negli annunci Shopping. Non sostituiscono titolo, categoria, prezzo o altre informazioni pubbliche dell’offerta.
L’etichetta margine alto fa aumentare automaticamente le offerte?
No. Il nome descrive un insieme scelto dall’azienda. Perché abbia un effetto operativo devi verificare come quel gruppo viene usato nella campagna e quali impostazioni pubblicitarie sono state adottate.
Perché i prodotti spariscono dalla selezione dopo un cambio etichetta?
Controlla i valori ricevuti e i filtri attivi. Se la selezione della campagna cerca ancora il vecchio valore, gli articoli riclassificati possono finire in un altro gruppo o restare esclusi.
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