Indice della guida
Hai visto annunci testuali accompagnati da fotografie e vuoi ottenere lo stesso risultato per la tua attività? In Google Ads queste immagini si chiamano asset immagine. Questa guida riguarda le campagne sulla rete di ricerca: banner Display, annunci Shopping e creatività Performance Max seguono configurazioni differenti.
Prima di preparare i file, individua l’offerta che vuoi rappresentare. Per un servizio di assistenza può essere utile mostrare un intervento; per un negozio, un prodotto riconoscibile. Una foto generica di persone al computer raramente chiarisce che cosa troverà il cliente dopo il clic.
1. Verifica se l’account può utilizzare gli asset immagine
Google richiede un account aperto da almeno 60 giorni, una buona cronologia di rispetto delle norme, campagne e annunci testuali attivi, spesa sulla Ricerca superiore a zero negli ultimi 30 giorni e un settore idoneo. Alcune categorie sensibili sono escluse. I requisiti sono elencati nella guida ufficiale agli asset immagine.
Se l’opzione Immagine manca, raccogli questi dati prima di cercare un problema nel file. Aprire una nuova campagna soltanto per far apparire il comando non è un controllo utile: serve capire quale requisito dell’account risulta soddisfatto.
Raccogli ID dell’account, campagna interessata e periodo della spesa: saranno informazioni utili per l’assistenza.
2. Prepara fotografie leggibili nei formati richiesti
Il formato quadrato 1:1 è richiesto; quello orizzontale 1,91:1 è facoltativo e consigliato. Usa PNG o JPG entro 5120 KB. Per il quadrato il minimo è 300 × 300 pixel, con 1200 × 1200 consigliati; per l’orizzontale, 600 × 314 e 1200 × 628. Le specifiche delle immagini descrivono anche le restrizioni creative.
Guarda ogni ritaglio alla dimensione di una piccola anteprima: il soggetto rimane comprensibile? La maniglia di una porta, un utensile o un prodotto tagliato possono cambiare il significato dello scatto. Conserva l’originale e prepara separatamente le due proporzioni.
Scegli fotografie che puoi utilizzare per pubblicità. Verifica la nitidezza del file originale e non ingrandire una miniatura scaricata da una vecchia presentazione: aumentare i pixel non recupera i dettagli mancanti.
3. Abbina ogni fotografia a un’offerta precisa
Per gli asset della Ricerca evita scritte promozionali, loghi sovrapposti, collage realizzati unendo fotografie e immagini sfocate o deformate. Anche un ritaglio che rende irriconoscibile il soggetto può provocare un rifiuto. Consulta i requisiti del formato prima di riutilizzare una creatività preparata per altri canali.
Esempio pratico: un’azienda vende tende da sole e ripara tapparelle. La foto di una terrazza ombreggiata aiuta a presentare le tende, mentre per la riparazione è più chiaro un tecnico al lavoro sul meccanismo. Mettere entrambe indistintamente su tutti gli annunci può confondere l’offerta.
Costruisci una piccola lista: fotografia, servizio rappresentato, gruppo di annunci, pagina di arrivo. Se un abbinamento richiede una lunga spiegazione, probabilmente conviene scegliere uno scatto diverso. Per il marchio usa il percorso dedicato a nome e logo negli annunci.
4. Aggiungi le immagini al livello corretto
Nel menu Campagne apri Asset, premi il pulsante per aggiungere un elemento e seleziona Immagine. Scegli campagna o gruppo di annunci, carica i file, controlla i ritagli e salva. La procedura Google illustra i passaggi.
Prima del salvataggio, leggi il nome della destinazione selezionata: in account con campagne simili è facile associare la foto alla promozione sbagliata. Se l’intera campagna tratta una sola offerta, una gestione comune può essere pratica; se raggruppa servizi diversi, valuta associazioni più specifiche.
Dopo il caricamento, annota i file effettivamente presenti e apri la relativa pagina di destinazione. La fotografia deve aiutare a riconoscere ciò che viene spiegato nella pagina. Per migliorare quel passaggio consulta anche la guida ai test della pagina di destinazione.
5. Controlla anche le immagini selezionate dal sito
Le immagini dinamiche sono una funzione automatica a livello di account: dopo l’attivazione Google può selezionare fotografie pertinenti dalla pagina di destinazione. Quelle fornite dall’inserzionista e quelle dinamiche possono entrambe essere idonee alla pubblicazione. Se il sito non contiene immagini adatte, la funzione può non produrre risultati. Lo spiega la documentazione degli asset immagine dinamici.
Se compare una foto che non ricordi di avere caricato, verifica prima l’origine dell’asset. Controlla anche se la pagina mostra ancora un vecchio prodotto, un servizio cessato o un’immagine poco rappresentativa.
Conserva una schermata della foto e dell’annuncio coinvolto. Questo permette di intervenire sull’elemento corretto e di capire se serve aggiornare il sito, gestire un asset dinamico o rivedere un’associazione manuale. Non confondere questi automatismi con le fotografie del Profilo dell’attività su Maps.
6. Distingui un rifiuto da una mancata visualizzazione
Un elemento in revisione, uno non approvato e uno idoneo richiedono azioni diverse. La revisione parte dopo la creazione o modifica; cambiamenti ripetuti possono riavviarla. Leggi il motivo del rifiuto prima di reinviare il file e controlla la procedura di revisione di annunci e asset.
Se l’immagine è idonea, controlla che la campagna e gli annunci associati ricevano impressioni. La scelta del formato dipende dall’asta: cercare il proprio annuncio una sola volta non basta per stabilire che la foto non funzioni.
Organizza la diagnosi in quest’ordine: stato del file, associazione, attività della campagna, periodo del report. Se trovi un rifiuto, conserva il motivo preciso e la versione corretta. La guida agli annunci Google Ads non approvati approfondisce come affrontare la revisione.
7. Valuta se le fotografie portano visite utili
Confronta periodi sufficienti a raccogliere dati e annota quando hai introdotto le nuove immagini. Leggi impressioni, clic e risultati della campagna insieme: una fotografia può attirare attenzione senza portare richieste pertinenti.
Per un servizio, controlla quante conversazioni riguardano davvero l’intervento pubblicizzato. Per un ecommerce, osserva acquisti, valore degli ordini e disponibilità dei prodotti mostrati. Se nello stesso periodo cambi budget, testi e pagina, sarà difficile attribuire il risultato alle sole fotografie.
Conserva gli asset con nomi comprensibili, così da individuare quelli da riesaminare quando cambia l’offerta. Il controllo migliore parte da una domanda semplice: ciò che il cliente vede nell’annuncio corrisponde ancora a quello che può acquistare o richiedere?
Fonti ufficiali e approfondimenti
Consulta le fonti ufficiali per verificare funzioni e requisiti applicabili alla tua attività.
Domande frequenti
Perché non trovo il pulsante per aggiungere immagini in Google Ads?
Controlla anzianità dell’account, cronologia di rispetto delle norme, campagne e annunci testuali attivi, spesa recente sulla Ricerca e idoneità del settore. Verifica anche di essere nel percorso Asset della campagna appropriata.
Un’immagine approvata compare sempre nell’annuncio?
No. L’idoneità permette all’immagine di partecipare alla pubblicazione, ma formato e presenza dipendono dalla singola asta. Controlla i dati del periodo e le associazioni invece di basarti su una sola ricerca.
Posso usare una locandina con prezzo, telefono e logo?
Per gli asset immagine della Ricerca prepara fotografie conformi ai requisiti specifici. Scritte promozionali e loghi sovrapposti possono causare un rifiuto; il testo dell’offerta va gestito negli elementi pubblicitari appropriati.
Da dove arriva una fotografia che non ho caricato?
Potrebbe essere un’immagine dinamica selezionata dalla pagina di destinazione, se la funzione è attiva. Verifica l’origine dell’asset e la pagina coinvolta prima di modificare altre fotografie.
